Roberto Antoni, meglio conosciuto come Freak Antoni ma anche noto come Beppe Starnazza o Astro Vitelli, è stato cantante e performer degli Skiantos, ma anche scrittore, poeta, attore, artista e avanguardista.
I Settanta e gli Skiantos

Dal 1976 intorno all’ambiente del DAMS di Bologna cominciò a crearsi un importante fermento artistico fatto di avanguardie anche molto interessanti, come quella post punk. In questo contesto si forma il gruppo Skiantos in cui Freak Antoni, ai tempi studente, è cantante-performer e autore. Freak compone testi in cui si susseguono frasi secche ma musicabili, in rima. Pur non volendo far cronaca di quello che stava accadendo in quegli anni nel capoluogo emiliano, gli Skiantos attraverso quei brani scattano una fotografia di quella che era la Bologna universitaria di fine anni Settanta, e lo fanno sia attraverso le situazioni che raccontano, sia attraverso il linguaggio che usano. Esplicativa di ciò è certamente Eptadone, dal loro secondo album Mono tono
Le canzoni composta da Freak Antoni per gli Skiantos sono provocatorie, alcune di esse volutamente inascoltabili e non è un caso che proprio Inascoltabile fosse il titolo scelto per il loro primo album. Anche le performance a quei tempi erano alquanto stravaganti: il gruppo lanciava ortaggi sul pubblico, rovesciando una delle più antiche forme di protesta, oppure cucinavano spaghetti sul palco di fronte ad un pubblico che chiedeva loro di suonare.
Kinotto e la forza della parodia
Nel 1979 gli Skiantos pubblicano il terzo album, probabilmente il più interessante di tutta la loro discografia, Kinotto. Questo disco rappresenta la svolta verso un rock demenziale nei temi e nei modi. In Mi piaccion le sbarbine, Freak Antoni parodizza il modo di cantare di inglesi ed americani che in quegli anni spopolavano nel nostro Paese, inventando un accento inglese che non gli apparteneva. Lo stesso titolo, dove Kinotto viene scritto con la K è una ripresa/presa in giro al modo di scrivere dei ragazzi di fine anni Settanta, e ritorna con frequenza all’interno dei testi delle canzoni che Freak Antoni scrive. Nella pronuncia non cambia nulla ma è una scelta formale che ha il suo peso.
Gli Skiantos non sono mai diventati un gruppo rock mainstream, con un pubblico di massa, tuttavia la loro influenza in ambito musicale è stata gigantesca. Freak Antoni, l’outsider dalle intuizioni geniali, è diventato un punto di riferimento anche per lo stesso Vasco Rossi che ha sempre riconosciuto a lui e agli Skiantos il merito di aver aperto porte attraverso le quali, poi, molti sono passati, e tra questi anche lui. Anche Elio e le Storie Tese non sarebbero stati tali se prima di loro non ci fossero stati gli Skiantos a sdoganare un nuovo modo di fare musica e di scrivere i testi delle canzoni. Un prendere in giro una società che si faceva prendere in giro, in cui l’unica cosa demenziale era il modo di vivere contemporaneo che con gli anni sarebbe pure peggiorato.
Freak Antoni in dieci canzoni e una poesia
In Vademecum per giovani artisti, Freak Antoni scrittore si rivolge ai giovani artisti ammonendoli di dover essere unici e disobbedienti:
Il giovane artista ha il dovere di mettere a fuoco prima la propria ricerca cioè deve definire una formula personale, uno stile che lo rappresenti in maniera unica e completa. Rischia, sii audace, ambizioso e indipendente; osa, affronta la novità. […] Abbi il coraggio di disobbedire. La storia dell’Arte figurativa è fatta di disobbedianza: la proporzione grace negò la modularità egizia, Giotto non obbedì a Cimabue, gli impressionisti reagirono alla pittura accademica.
In conclusione, vi consigliamo 10 canzoni più una poesia. Tutti i testi sono stati scritti da Freak Antoni ed è con le sue parole e la sua arte che lo vogliamo ricordare: personaggio anticonformista dal pensiero illuminante, dall’animo empatico e uno sguardo insolito.
1. Eptadone
2. Vortice
3. Mi piaccion le sbarbine
4. Largo all’avanguardia
5. Fagioli
6. Gelati
7. Sono un ribelle mamma
8. Il rock ti dà lo shock
9. Merda d’artista
10. Mammaz
SPAZZATURA ZEN
Se non vivi come pensi
prova a pensare
come vivi
Giorgia Lanciotti
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