Come spiegare cosa sia Devillady, e perchè stia scrivendo la recensione del vol.1 neo ri-edito da J-POP Manga? Se non avete mai letto un fumetto di Go Nagai partiamo male, ma a tutto c’è rimedio. In breve, Devillady è un cut più crudo, quasi erotico su una giovane che riceve, più o meno, i poteri di Devil Man. Più di un “what if”: un vero e proprio sequel per cui è necessario conosciate almeno le basi delle opere precedenti dell’autore. Averle lette aiuta, ma non è obbligatorio. 

Le tre A di Leo Ortolani: Azione – Avventura – At*tte

Devillady vol.1 Recensione

In un volume del suo celebre Ratman, Leo Ortolani illustra le tre A del perfetto manga per ragazzi: Azione, Avventura e At*tte. Non ironicamente, in Devillady ci sono tutte e tre. La trama è semplicissima, nel primo, corposo, volume in oggetto si passa attraverso tutte le fasi che normalmente contraddistinguono l’investitura del supereroe. Quindi, “zero to hero”, in questo caso dark, sexy hero. 

La vita pregressa della protagonista Jun Fudo, una ex campionessa olimpica ora professoressa di ginnastica, è presentata al lettore tramite flash onirici e disegni immediatamente espliciti… in tutti i sensi. Go Nagai non ne fa mistero dal principio: in questo manga la temperatura non è mai propriamente bassa. I freni inibitori sono tagliati, e la violenza diventa erotismo che torna violenza tramite efferati smembramenti e bestiali figure, più o meno antropomorfe. 

L’escalation è repentina e improvvisa, sia parlando del precipitare di situazioni nel tankobon, che rivela l’essenza “malvagia” e diabolica di Jun Fudo, sia riferendosi alle singole scene. Non solo, quindi, Devillady vol.1 ha sia Azione, che Avventura e “At*tte”, ma li ha tutti insieme senza soluzione di continuità, pronti a esplodere sulle pagine a figura intera così come in taglienti e dinamicissime vignette. 

Lo stile di Go Nagai, senza freni

Qualcuno potrebbe affermare, ed è stato detto, che Devillady non possiede la verve espressiva dei suoi predecessori: Devilman su tutti. Eppure, mi permetto di dissentire.  Risulta evidente che è lo slancio creativo proveniente dal primo uomo diavolo a rendere affascinante il susseguirsi di eventi di Devillady. Come ho affermato in apertura, senza sapere cosa è accaduto a lui, si gode molto meno di ogni rimando, di ogni citazione sia scritta che disegnata. Nonostante ciò, giocando con tematiche controverse e una buona dose di perversione (Go Nagai, ti si vuole bene) l’autore consegna a Devillady emozioni uniche, ancora più carnali che in passato. 

Lo stile di disegno “vecchia scuola” di Nagai non è sempre proporzionatissimo, e di sicuro non anatomicamente corretto al 100%. Eppure c’è un meraviglioso gioco di pieni e vuoti che non usa quasi retini, affidandosi a tecniche di inchiostrazione derivate dai contatti tra Nagai e il maestro Miura. Da quei neri intensi, dalla peluria sketchata e pesante che avvolge sinuosa le curve mai nascoste di Devillady, per esempio, emerge potente la ricerca di fisicità che caratterizza la trasformnazione sensuale di Jun Fundo. Che per contrasto, è invece disegnata con linee molto più sottili. Il leitmotiv di fondo è però comunque l’ormai stracitata carnalità, al punto che le scene in cui la protagonista è completamente nuda, o anche solo in topless, sono quasi più di due terzi di quelle totali in cui appare la professoressa.

Intendiamoci: la lussuria ha sempre fatto parte dei peccati dell’uomo diavolo: Devillady in tal senso non “inventa” niente. La donna, però, veicola quell’intensa carica ormonale in un corpo femminile. Lo dico? Lo dico. Beninteso, non sono nè d’accordo nè contrario con un simile approccio, ma l’autore, da uomo, non nasconde nemmeno per un istante la sua identità sessuale, e rappresenta dunque Fundo e tutto il cast femminile facendo leva sul desiderio maschile. Devillady non è Devilman, quindi, con cui condivide forza, pulsioni incontrollabili e mancanza di pudore. Però, almeno dal primo volume, non emerge nemmeno come “donna realistica”. Piuttosto come figura femminile ipersessualizzata per far attivare determinati “click mentali” nei lettori uomini.

In conclusione: Devillady vol.1 Recensione

Devillady vol.1 è intenso, sanguinolento e viscerale. Lussorioso dalla prima all’ultima pagina, non sarà forse annoverabile tra i migliori mai disegnati da Go Nagai, ma non merita il disinteresse generale che, invece, da anni subisce nella comunità di lettori di manga. Il ritmo è incalzante, i disegni sono Go Nagai style al 100%. A volte, è vero, paiono un po’ “stanchi”, ma mai meno espressivi di come il maestro ci ha abituati negli anni. Se avete letto Devilman, e lo avete apprezzato, se volete vedere più Azione, Avventura e At*tte che in qualunque altro suo manga, fate vostra questa serie. La ristampa in 9 libroni fornitaci da Jpop è di ottima qualità, a partire dalla copertina fino agli inserti a colori in fondo al volume. Solo se non siete fan dei manga “spessi” potreste avere qualche intoppo durante la lettura. Per il resto, è tutto “una goduria”. In senso letterale.