Lo scorso aprile un comunicato della famiglia Vecchioni annunciava la morte del figlio Arrigo, il secondo dei quattro figli di Roberto, primo nato dall’amore per Daria Colombo, sua seconda moglie sposata nel 1981. Di lui, del dolore causato dalla sua scomparsa così prematura (Arrigo aveva solo 36 anni), ma anche della sua carriera e delle riflessioni sulla vita e sulla fede il cantautore ha parlato in una lunga intervista al Corriere della Sera, dove ha parlato del suo ragazzo come una presenza che ancora avverte dentro fortissimo. 

Roberto Vecchioni: “Lo sento dentro fortissimo, mio figlio”

“Una cesura tra una vita e un’altra, lo è stato ancora di più per mia moglie” ha detto Vecchioni rispondendo alla domanda su cosa sia stata per lui la sua morte: “Non l’ho presa come un’ingiustizia. Questo no, assolutamente no. Mi viene in mente Eschilo che diceva: “Si impara soffrendo”. Forse dalla felicità non si impara un cazzo. Si impara solo soffrendo, sperando di tornare alla felicità. È stato il crollo del mondo, dell’universo, ma non di certezze e ideali. E poi lo sento dentro fortissimo, mio figlio. Lo sento intensamente, Arrigo, me lo rivedo dentro continuamente”.

Vecchioni ha raccontato che il figlio era bipolare e per dare ancora più il senso del loro rapporto, ha ricordato un episodio che descrive come una metafora: “Un giorno, tornando dall’ospedale vicino Piacenza dove lui andava a fare terapia, abbiamo preso la Statale per andare a Desenzano ed era piena di autovelox. Gli ho detto “Facciamo una cosa: tu guida, passa, ogni volta che c’è un autovelox te lo dico e tu rallenti”. Abbiamo fatto questa strada di corsa e sembrava la vita, proprio. Corsa, corsa corsa e ad ogni autovelox lo fermavo. Quando siamo arrivati lui mi ha abbracciato e mi ha detto: “Li abbiamo fottuti tutti, papà”. E invece un autovelox ci aveva beccati. Ho tentato di dire: “Non è colpa sua, ma mia, guidavo io”. “Eh no…” hanno risposto. “… abbiamo visto, prendiamo lui”». Questa è la morte di mio figlio: gli autovelox della vita”.

Arrigo Vecchioni e le toccanti parole di papà Roberto

Arrigo Vecchioni aveva 36 anni e una grande passione per l’arte, la scrittura, il teatro. Nel 2014 partecipò al Festival delle Generazioni, a Firenze, proprio insieme a suo padre. In quell’occasione Roberto lesse alcuni dei componimenti poetici del figlio.

“Ai figli bisogna raccontare che la vita è aperta, magnifica, e che la vita anche nei momenti di dolore, presuppone un momento di rivincita.” dichiarò in una passata intervista il cantautore, come riporta la fonte. Senza i suoi quattro figlio, “la vita sarebbe stata un deserto”, dichiarò ancora Vecchioni in un’altra occasioni. Oggi il suo Arrigo non c’è più, ma Roberto si dice convinto che ora sia finalmente in pace e in un posto migliore.