In Iran la polizia morale torna in strada per controllare che le donne portino il velo in modo corretto secondo il governo. A quasi un anno dalla morte di Mahsa Amini e dalle manifestazioni di piazza, la polizia religiosa riprenderà i propri pattugliamenti e tornerà ad interferire sulla libertà delle donne iraniane.
La polizia religiosa in Iran

La polizia morale torna nelle strade del Paese. Il portavoce delle forze dell’ordine, Said Montazer al Mahdi, ha detto che gli agenti chiamati a controllare la moralità, per come la intende la legge degli ayatollah, potranno di nuovo registrare e arrestare le donne che non indossano correttamente il velo, obbligatorio in Iran dal 1979. Istituita ufficialmente nel 2005, la polizia morale opera in pattuglie solitamente composte da sei persone, di cui quattro uomini e due donne vestite con il chador, un mantello generalmente nero che copre tutto, dalla testa ai piedi.
Le proteste
Sui social sono già tornate le proteste delle donne, le stesse che sono scese in piazza nei mesi passati, dopo la morte di Mahsa Amini arrestata e picchiata perché accusata di non portare correttamente il velo nel settembre del 2022. Solo la scorsa settimana un’attrice abbastanza nota, Azadeh Samadi, aveva partecipato a un funerale indossando un cappello invece del hijab ed era per questo stata condannata a partecipare a lezioni di psicologia per correggere la sua “malattia sociale”. Le proteste di “Donna, Vita, Libertà” si stanno già facendo sentire.
La violazione dei diritti delle donne iraniane
Nelle grandi città come la capitale era diventato piuttosto frequente vedere donne uscire di casa senza velo o con le gambe parzialmente scoperte, senza che nessuno le fermasse o denunciasse. Il ritiro della polizia religiosa dalle strade era anzi stata praticamente l’unica concessione che il regime aveva fatto ai manifestanti. Da domenica, l’inversione di rotta. “In caso di rifiuto ad ascoltare la polizia le donne saranno mandate a processo”, ha detto Al Mahdi. Le donne iraniane non rimarranno in silenzio, come hanno già dimostrato nei mesi precedenti. Questa stretta non fermerà le proteste e i diritti delle donne in Iran.
Giulia Simonetti
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