Il tribunale dei ministri di Brescia ha archiviato la posizione del presidente della Lombardia, Attilio Fontana, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo sulla gestione della prima fase della pandemia da Covid. Nei giorni scorsi la Procura bresciana aveva chiesto di archiviare le posizioni di Fontana, dell’ex assessore al Welfare Giulio Gallera e di altri 11 indagati per la gestione della prima ondata di Covid in Valseriana.
Archiviate le accuse contro Attilio Fontana
Era stata la stessa procura di Brescia, guidata da Francesco Prete, a chiedere nei giorni scorsi l’archiviazione di Fontana, dell’ex assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera e degli altri undici indagati. Le posizioni dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza sono già state definitivamente archiviate lo scorso giugno. Accuse che erano state contestate anche a Fontana, il quale, difeso dai legali Jacopo Pensa e Federico Papa, aveva deciso anche di farsi interrogare nelle scorse settimane.

Le accuse revocate
Oggi, con un provvedimento di 34 pagine, il Tribunale dei Ministri di Brescia, ha disposto l’archiviazione. “In relazione a tutti gli indagati per insussistenza dei reati” contestati in quattro capi di imputazione che riguardavano le accuse di epidemia e omicidio colposi. A Fontana la procura di Bergamo contestava anche “di non aver segnalato con le mail del 27 e 28 febbraio 2020, la situazione di criticità relativa alla diffusione del contagio nei comuni della Val Seriana. Inoltre di non aver richiesto ulteriori misure di contenimento rispetto a quelle in essere di cui, invece, chiedeva la conferma”. Per il tribunale dei ministri di Brescia, sarebbe una “congettura priva di basi scientifiche” l’ipotesi di omicidio colposo contestata dalla procura di Bergamo.
Fontana: “Bufale costruite in quei mesi drammatici”
“Una ventata di verità, per me e per chi con me ha lottato in prima linea contro il Covid”, scrive Fontana su Facebook. “Su questa indagine una certa parte politica ha costruito per anni una campagna di vero e proprio odio contro la Lombardia e contro il nostro operato. Nelle pagine della sentenza di archiviazione vedo smontate molte delle troppe bufale costruite ad arte su quei mesi drammatici. Mesi che hanno sconvolto le nostre comunità e provocato un immenso dolore a tante famiglie”.
Giulia Simonetti
Seguici su Google News





