Due morti ed evacuazioni di massa in Grecia per effetto degli incendi che divampano nel nord-est del Paese, nelle isole di Evia e Kythnos e nella regione di Boeotia a nord di Atene, con un fronte sempre più ampio. Ad alimentarli è un pericoloso mix di forti venti e alte temperature, con massime di +41°C. Uno dei fronti più impegnativi è quello nei pressi della città portuale di Alexandroupolis, in Tracia, dove ieri sera l’ospedale è stato evacuato, mentre gli abitanti di otto insediamenti a ovest della città, come Dikela, Makri, Elaionas, hanno ricevuto l’ordine di abbandonare la zona, mentre le fiamme minacciano il parco nazionale della foresta di Dadia. Il comune di Alexandroupolis ha messo a disposizione degli sfollati il teatro comunale, le palestre, la sala partenze e il parcheggio dell’aeroporto, mentre anche alcune chiese sono state aperte per ospitare chi è fuggito dalle fiamme. I vigili del fuoco sono impegnati a contenere gli incendi anche nell’isola di Citno (Kythnos), nell’arcipelago delle Cicladi, e in quella di Evia, dove ieri sera è stata evacuata la città industriale di Nea Artaki.    

Sull’isola di Evia, vicino alla capitale, i funzionari hanno evacuato ieri sera la città industriale di Nea Artaki, dove l’incendio ha danneggiato allevamenti di pollame e maiali. Le fiamme stavano minacciando anche il parco nazionale di Dadia, dove e’ stato ritrovato il corpo di un uomo privo di documenti. Sempre ieri, nella regione di Boeotia è stato trovato morto anche un anziano pastore. La Dadia è una delle aree protette più importanti d’Europa, offre un habitat ideale per uccelli rari e ospita l’unica popolazione riproduttiva di avvoltoi neri dei Balcani. L’Unione europea ha annunciato l’invio di due aerei antincendio con base a Cipro e di una squadra antincendio rumena attraverso il meccanismo di protezione civile del blocco. Le condizioni molto calde e secche che aumentano il rischio di incendio persisteranno fino a venerdì, secondo i meteorologi