Cosa accadrebbe se per magia l’universo che vive sotto ai nostri piedi, quello degli insetti, diventasse protagonista e nel cambio prospettico fossimo noi gli esseri minuscoli che osservano con curiosità e stupore il mondo di sopra? È quello che accade in OVO, lo spettacolo che segna il ritorno del Cirque du Soleil in Italia.
OVO significa “uovo” in portoghese simbolo di vita e nascita di numerosi insetti rappresenta il filo conduttore di tutto lo spettacolo e torna anche nella grafica della locandina con le due “O” a rappresentare gli occhi di un insetto e la lettera “V” il suo naso. Creato nel 2009 per celebrare il venticinquesimo anniversario del Cirque du Soleil, da allora ha fatto emozionare più di 7 milioni di spettatori in 155 città di 26 paesi diversi. Dal 2 al 5 Novembre fa tappa all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) con ben due repliche nelle ultime due giornate. Lo show si rivela da subito totalmente immersivo: prima che l’ecosistema colorato, le musiche e le proiezioni digitali sulla parete che fa da sfondo al palco catturino l’attenzione gli spettatori, all’ingresso in arena il canto dei grilli fa da sottofondo, un uovo gigante occupa tutto il palco (curiosità è un riferimento al monolite nel film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio” e misura circa 8 metri x 6 ed è gonfiabile) mentre a pochi minuti dall’inizio alcuni divertentissimi “insetti” interagiscono pubblico del parterre.
Cirque Du Soleil: Ovo il ritorno della compagnia in Italia: lo show di Bologna

Si abbassano le luci, l’uovo gigante sparisce e veniamo proiettati nella quotidianità di un folto e colorato sciame di insetti danzanti. Il loro punto di riferimento è Maestro Flipo, l’anziano della comunità. Un saggio ed eccentrico pseudo grillo fucsia. È lui il circus master che intrattiene il pubblico durante i siparietti comici, gli insetti lo seguono e lo rispettano, nonostante sia spesso goffo e sconclusionato. Ad un certo punto arriva lo Straniero, un insetto blu, probabilmente una mosca, spavaldo, narciso e a tratti folle. Porta un misterioso uovo sulle spalle. La comunità degli insetti appare confusa, per la maggior parte intimorita da questa nuova presenza, mentre due esponenti in particolare ne rimangono attratti: il ragno rosso e sexy che si esibisce in mirabolanti acrobazie di conquista in maniera quasi intrusiva, ma soprattutto La Coccinella, l’outsider della comunità che vive in solitudine e tuttavia non teme il cambiamento e la novità. Quando Lo Straniero arriva, è lei ad interagirci con modi civettuoli facendolo infine innamorare. Nelle loro esilaranti schermaglie amorose vengono coinvolte anche due persone del pubblico. Ma in che lingua parlano gli insetti? Gli attori comunicano usando esclusivamente suoni onomatopeici, la parola “ovo” ed alcune parole in francese ed inglese. Un linguaggio che si rivela internazionale.
La storia del corteggiamento a lieto fine è intervallata dalle coreografie aeree degli acrobati ed è qui che lo show diventa “jaw-dropping”. Gli spettatori restano ammaliati dalle movenze di uomini- insetto che fluttuano nell’aria in due o da soli, come lo stupendo insetto che si muove con grazia e leggiadria appeso in aria tramite una struttura inglobata nello chignon, o come durante due tra moment più belli dello show: la chiassosa esibizione finale degli acrobati che rimbalzando letteralmente sul muro di sfondo, sfidano la gravità ed i limiti umani e l’esibizione dei trapezisti. I loro generosi passaggi di magnesite sulle mani creano quasi una nuvola e rendono bene l’idea del lavoro di precisione dietro ogni singolo movimento. Del resto è evidente che nel Cirque tutto sia curato nel dettaglio: i costumi ed il trucco dai toni sgargianti visibili fin dagli spalti, la gestualità a tratti ipnotica degli atleti, come quando la farfalla in equilibrio su un trespolo muove i piedi come fossero mani, le micro botole sul palco da cui sinuosissimi gli insetti appaiono e scompaiono, gli attimi di oscurità necessari affinché gli atleti cambino velocemente la scena, la musica un mix di sonorità che richiamano musica elettronica, samba, funk e Bossa Nova.
La storia d’amore tra i due simpatici insetti giunge al lieto fine e d’un tratto la Coccinella resta da sola con l’uovo che magicamente si schiude, cala il buio, si riaccendono le luci, lo sciame sgargiante di Ovo è tutto on stage per una chiassosissima danza finale di congedo dal pubblico. Coriandoli, applausi eccitazione dei più piccoli e un po’ di commozione da parte dei grandi. Ovo ci ha riempito gli occhi di stupore e meraviglia e pensare che nel 2020 la compagnia, fondata dall’ex trampoliere e mangiafuoco Guy Laliberté, stava per sparire a causa della bancarotta aggravata dall’epidemia di Covid.
Francesca Polistena
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