Si chiama “Women and food series” uno dei lavori più intimi e toccanti di Lee Ann Price. Lei è una fotografa americana, e ritrae tantissime donne che lottano col cibo. I suoi straordinari lavori sono uno spaccato di vita che molto spesso non viene preso sul serio.
Lee Ann Price, la biografia

Questa talentosa artista è nata a Elmira, nello stato di New York. Ancora attualmente fa base nella Grande Mela. Il pubblico l’ha conosciuta e la conosce grazie alla sua serie di dipinti intitolata “Women & Food”. Si tratta di una serie di scenari iperrealisti, tutte presenti nel suo portfolio (che si trova all’interno del suo sito web). In queste potentissime immagini ritrae se stessa, o giovani donne, in situazioni sempre legate al cibo e al rapporto con esso. Le più importanti sono sicuramente quelle in vasche da bagno. Dove i soggetti sono intenti a mangiare una fetta di torta, un cono gelato, cibo cinese o latte e cereali. Ogni scena è presa dall’alto. E in ogni scena compare la fragilità di donne che, in piccolissimi bagni, si spogliano per essere loro stesse, rifugiandosi nel cibo.
La sua è una tecnica pittorica che rende alla perfezione la realtà. Scambiabili per fotografie, i dipinti mettono in risalto dettagli come la superficie dell’acqua, la purezza della pelle e la texture liscia della vasca e delle piastrelle. Lee Ann Price utilizza l’arte per parlare di una problematica che lei stessa ha vissuto in prima persona. La chiarezza delle immagini è un vero e proprio pugno nello stomaco. Di chiunque, anche di chi non ha mai avuto a che fare con questi argomenti, e fargli capire quanto possa pesare un solo, piccolo boccone.
Perché proprio oggi?
Oggi è la Giornata Mondiale contro i Disturbi Alimentari. La Giornata del Fiocchetto Lilla. Molto spesso i disturbi alimentari vengono visti come un qualcosa di distante, di clinico. Ma sono tra noi, e colpiscono anche quelle persone che dall’esterno possono sembrare le più serene e felici. Persone, principalmente donne. Nella popolazione femminile, la frequenza è di circa dello 0,3-0,5% (un caso ogni 200-300 persone) per l’Anoressia Nervosa. 1-2% (un caso ogni 50-100 persone) per la Bulimia Nervosa.
Inoltre, quasi il 10% delle ragazze in età a rischio (tra i 15 e i 25 anni) soffre di un disturbo alimentare “parziale” o “subclinico”. Si tratta di casi in cui sono presenti solo alcuni dei criteri dell’Anoressia Nervosa o della Bulimia Nervosa e presenta un quadro clinico e medico meno grave rispetto alle diagnosi “piene”. L’arte, da sempre e per sempre strumento di libertà, documenta e scolpisce nella storia i racconti di donne che affrontano, ogni giorno, una lotta con se stesse. Non è solo cibo: è dolore puro che si riversa in uno dei gesti quotidiani più necessari per la nostra sopravvivenza. La delicatezza e la bellezza di queste foto è direttamente proporzionale alla loro straordinaria potenza.
Se qualcuno, leggendo questo articolo, si dovesse identificare in queste parole, o in questi dipinti, chieda aiuto. Chiedere aiuto è il primo passo verso la consapevolezza di se, in un percorso che sembra immenso e disperatamente in salita. Ma che, alla fine, regala serenità e consapevolezza: non si è mai soli.
Marianna Soru
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