«One, two. One, two, three four!». Chi non ricorda questo contare su ritmo, forse era soltanto troppo giovane. Abito nero, cravatta, cappello calcato sulla fronte e occhiali da sole. Seri, solo apparentemente. Nella loro ‘uniforme’, sono carichi a mille. Dietro le quinte dello Show “Saturday Night Live“, due uomini, stanno per agitare e stregare il pubblico. È il 22 aprile 1978: la prima esibizione dei “Blues Brothers“.

I Blues Brothers, due comici da leggenda alla SNL

I Blues Brothers, foto da SaturdayNightLive WiKi
I Blues Brothers, foto da SaturdayNightLive WiKi

La musica è quella di “Hey Bartender” (Hey barista). Il duo canta in diretta il brano del 1955 di Floyd Dixon. È la loro prima esibizione, durante una delle tre puntate condotte dal comico Steve Martin dello show della Nbc più visto della televisione americana, il “Saturday Night Live“. È Steve Martin in persona a chiedere ai due amici di aprire i suoi spettacoli. E loro sono Dan Aykroyd e John Belushi. Scalmanati, demenziali, irrequieti, che esordiscono nei panni dei “Blues Brothers“. Nascono così due personaggi destinati a diventare un fenomeno della cultura pop e della musica, dagli anni ’80 in poi. È Howard Shore, amico musicista di Toronto che poi comporrà decine di colonne sonore e vincerà tre Oscar per quelle del Signore degli Anelli, a suggerire alla coppia rock il nome di “Blues Brothers“. Per quello stile, un misto di eleganza cool e look gangsteristico. E, quel modo di togliere il cappello e abbassare gli occhiali, farà scuola poco dopo.

Due anni più tardi, il regista John Landis trasforma lo sketch del SNL in un film: “The Blues Brothers“. La pellicola, le cui vicende sono scritte dallo stesso Aykroyd, esce il 20 giugno del 1980, guadagna 115 milioni di dollari (costata 27,5 milioni, dieci in più del budget iniziale previsto). Non è un film d’azione, né una commedia, né un film musicale. Ma entra nella storia del cinema, contribuendo a rilanciare un intero genere musicale. E’ improvvisata la tabattuta memorabile «sono in missione per conto di Dio. E nessuno può fermarli». 

Storia di amicizia, poi di amore per la musica: Blues Brothers

Grazie alle avventure di Jack e Elwood Blues, (nel film sono i due orfani cresciuti in un istituto di suore a Rock Island, nell’Illinois, dove avevano imparato due religioni, quella cattolica e quella del blues), il pubblico degli anni ‘80 conosce leggende del blues e del soul. Come Aretha FranklinRay CharlesCab CallowayJohn Lee Hooker. Oltre ai membri della band della SNL, (come Tom Scott), composta da alcuni dei migliori musicisti Blues e Jazz che animano la scena americana, nomi come Steve Cropper, Duck Dunn, Paul Shaffer, Lou Marini, Tom Malone. E godrà di grande successo anche la house band della “Stax Records“, che accompagna John Belushi e Dan Aykroyd in tour negli Stati Uniti subito dopo l’uscita del film.

Un film dai record battuti e dalle tante curiosità, quello sull’iconica coppia dei Blues Brothers. Fino al 1980 non erano mai state distrutte tante auto (103) quante nel film, record battuto dal sequel uscito nel 2000 (104). E’ ancora segna il Guinness dei primati il record di incidenti stradali in una sola scena. Quella dell’inseguimento finale, dove La Ford Pinto verde, l’automobile guidata dai “nazisti dell’Illinois”, viene fatta precipitare da un elicottero da un’altezza di oltre un miglio. Record che resta ineguagliato. La produzione dovette chiedere un’autorizzazione alle autorità aeronautiche. Anche se alla Bluesmobile fu permesso di essere guidata fino all’ingresso del Daley Center, le vetrate dell’edificio furono temporaneamente sostituite da vetri speciali. L’elevata velocità della vettura danneggiò 35 ciottoli di granito della pavimentazione stradale, e una presa d’aria di bronzo del palazzo causando 7.650 dollari di danni. Anche l’”Osservatore Romano“, tramite il direttore Gian Maria Vian, si pronunciò nel 2010 sulla pellicola: “Film memorabile, stando ai fatti, cattolico.

La rivoluzione del linguaggio nella TV americana con i Blues Brothers

John Belushi e Dan Aykroyd, come racconta dettagliatamente anche il film, si sono conosciuti a Toronto nel 1973, nel locale di Dan Aykroyd (l’Holland Tunnel Blues bar), militante nella musica blues. Aykroyd aveva 20 anni, Belushi 24 ed era appassionato di rock anni Settanta. Entrati in contatto tramite un gruppo di comici che frequentavano entrambi, e che si muoveva tra Toronto e Chicago, la città di Belushi. Aykroyd, non poteva credere che uno di Chicago non condividesse la sua stessa passione, così la loro amicizia diventò una specie di ‘evangelizzazione’, e un innamoramento di due caratteri opposti: Aykroyd meticoloso, cerebrale, maniacale, riflessivo, e Belushi estroverso, quasi un teenager troppo cresciuto, disordinato, genio e sregolatezza. E rapidamente, si trasforma i un fanatico del blues anche lui.

Già dal 1975 Belushi e Aykroyd entrano nel cast di “Saturday Night Live“, popolare e riverita trasmissione comica della tv americana, da cui sono nati anche Eddi Murphy, Bill Murray. Del mitico show, Belushi diventò il maggiore protagonista, per il suo naturale talento comico, da intrattenitore e mattatore. Inventa una serie di sketch diventati leggendari: l’imitazione di Joe Cocker, il cuoco degli hamburger (del ristorante Olympia: «Cheeseburger, cheeseburger»), il Padrino, il samurai. I due, che legano subito per presa sul pubblico, tempi comici perfetti, sketch travolgenti, provano a far entrare la loro musica: Aykroyd suonava l’armonica, Belushi aveva suonato la batteria e gli piaceva cantare. L’idea dei “Blues Brothers” fu di Aykroyd, con la collaborazione di Howard Shore. I due, con Belushi a fare da frontman e showman, cominciarono a suonare dal vivo in diversi locali. Poi l’autore del SNL li fece provare fuori onda per il pubblico in studio, e infine concesse loro uno spazio in trasmissione. Ma il primo debutto, fu in uno sketch cantando un blues di Slim Harpo vestiti da api, “I’m a king bee“. Che, secondo indiscrezioni, non aveva fatto ridere il Direttore del SNL, che concede loro una seconda opportunità musicale.

Federica De Candia

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