Gli Usa procedono ad uno stop di consegna di armi ad Israele per via delle operazioni a Rafah.

Molti media internazionali (tra cui anche Haaretz) hanno riferito che l’Idf non si ferma. L’esercito di Israele sta continuando ad operare nella parte orientale di Rafah.

Usa: stop armi a Israele

La notizia più rilevante è che nel frattempo i rapporti tra Israele e la Casa Bianca si incrinano. Infatti gli Stati Uniti hanno sospeso la consegna di armi a Israele. Ciò dopo la mancata risposta rispetto alle “preoccupazioni” di Washington. Le preoccupazioni sono chiaramente legate all’annunciata offensiva proprio su Rafah.

L’attacco a Rafah

Il valico di Rafah è stato bloccato. Almeno sette persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano che stanotte ha colpito una casa nella città di Gaza, secondo fonti ospedaliere locali. Israele ha anche bloccato gli aiuti umanitari. Secondo fonti ONU è l’esercito a bloccare accesso agli aiuti. Infatti sembra che Israele abbia negato alle Nazioni Unite l’accesso al valico di Rafah nella Striscia di Gaza. Un portavoce dell’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha confermato la notizia.

Ne parliamo qui. Ricordiamo inoltre che Israele è formalmente accusato dalla comunità internazionale (sotto iniziativa di parte del Sudafrica, poi seguito dalla Turchia e Iran) di Genocidio, gravissimo crimine contro l’umanità.

I crimini commessi da Israele in Palestina cominciano ad accumularsi e raggiungere un livello intollerabile dalla comunità internazionale, considerato anche l’esposizione dovuta ai nuovi media. Per quanto ancora Israele continuerà il genocidio (accusa che gli è stata formalmente posta dal Sudafrica in sede ONU) in Palestina? Ci troviamo di fronte ad una scelta: lasciare impunito un genocidio o prendere una decisa posizione.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine