I giudici della Corte d’assise d’appello di Firenze hanno condannato Amanda Knox a 3 anni di reclusione, e a 5 di interdizione dai pubblici uffici per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.
Si tratta della conclusione del processo bis, istruito dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente sentenza di condanna a 3 anni, disponendo il rinvio a un nuovo collegio giudicante. Questo capitolo giudiziario è legato all’altro processo, quello per la morte della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto il primo novembre 2007, per il quale Konx e Raffaele Sollecito furono giudicati innocenti in via definitiva. Knox additò proprio Lumumba come responsabile dell’omicidio, dal quale fu però riconosciuto estraneo
Le parole di Amanda Knox prima della sentenza di calunnia
Amanda Knox stamani è arrivata in taxi accompagnata dal marito Chris Robinson. In aula, prima della sentenza, Knox ha rilasciato dichiarazioni spontanee: “Non avrei mai testimoniato contro Patrick (Lumumba ndr), come invece la polizia voleva. Non sapevo chi era l’assassino. Patrick non era solo il mio capo al lavoro ma anche mio amico. Non avevo interesse ad accusare un amico innocente. Patrick mi ha insegnato a parlare l’italiano, si è preso cura di me. Prima dell’arresto, mi consolò per la perdita della mia amica. Mi dispiace di non essere stata così forte di resistere alle pressioni polizia e che lui ne abbia sofferto”.
“Ero una ragazza di 20 anni spaventata, ingannata, maltrattata dalla polizia. Il 5 novembre 2007 è stata la notte peggiore della mia vita. Pochi giorni prima la mia amica Meredith era stata uccisa nella casa che condividevamo. Ero scioccata, era un momento di crisi esistenziale. La polizia – aggiunge Knox – mi ha interrogata per ore in una lingua che non conoscevo. Si rifiutavano di credermi, mi davano della bugiarda, ma io ero solo terrorizzata. Non capivo perché mi trattavano in questo modo, minacciandomi di farmi avere una condanna a 30 anni se non ricordavo ogni dettaglio. Un poliziotto mi ha dato uno scappellotto in testa dicendomi: ‘ricorda’”. Durante il suo intervento, Amanda Knox aveva un foglio in mano con degli appunti





