A quasi due mesi dalle elezioni, in Germania non si riesce a formare un governo. O meglio, Angela Merkel non riesce a chiudere le trattative per una coalizione che riesca a governare. E mentre sfuma l’opzione “Giamaica”, il presidente tedesco Steinmeier si appella ai partiti con un: “Formate un governo”, l’Afd chiede che la signora della politica tedesca se ne vada. E Angela? Lei preferisce nuove elezioni a un governo di minoranza.
Tempi difficili per la Germania della politica, soprattutto per Angela Merkel. Sfumano le trattative per l’esecutivo Giamaica ad opera dei liberali. E mentre il presidente tedesco si appella ai partiti per esortarli a formare un governo, Afd, probabilmente l’unico partito uscito vincitore da questa ultima tornata elettorale, attacca la cancelliera. Il leader del partito della destra oltranzista tedesca Alternative fuer Deutschland, Alexander Gauland, commenta con un “È tempo che Angela Merkel se ne vada” il fallimento delle trattative per la coalizione “Giamaica”. Coalizione, ricordiamolo, che vorrebbe insieme al governo Cdu/Csu, Liberali e Verdi.
Ma è davvero tempo che Angela se ne vada? A dire il vero, la situazione era apparsa complicata a partire dai risultati elettorali. Che hanno fotografato una Germania instabile, diversa e in ansia per il problema immigrati. Il quarto mandato della cancelliera della Germania è una sfida difficile da superare. Non solo c’è la nuova e agguerrita opposizione dell’Afd e viene a mancare l’alleato Martin Schulz, a causa di una Spd al minimo storico. Non bastano i liberali che fanno le bizze. Il problema è che ad Angela sono mancati i voti. Non in assoluto, certo, ma in percentuale: con il 32,9% dei consensi e 246 seggi non si governa e si fatica non poco a formare una coalizione. Ricordiamolo per le prossime elezioni in Italia.
Quanto pesa la paura immigrati in Germania
Se ascoltiamo i media tedeschi, l’era Merkel rischia di vedere presto la sua fine per colpa del ricongiungimento familiare. Pare che pesi più dei rapporti con l’UE, dell’economia interna o delle tasse. In tempi di grandi flussi di esseri umani e di paralleli problemi di povertà nel mondo, anche in Germania è il tema dei migranti a spaventare. Tutti: elettori e partiti.
E così la possibilità, per coloro che hanno ottenuto una forma di protezione, di essere raggiunti dai propri familiari è stato il principale argomento che ha portato al fallimento della trattativa sulla coalizione Giamaica. La paura di essere considerati corresponsabili di un aumento del numero di arrivi di stranieri ha spinto i liberali e il loro leader Christian Lindner a buttare tutto all’aria: meglio il rischio di un Paese senza governo che quello di perdere consensi o cederli all’estrema destra.
In aggiunta, è questo il motivo per cui ora nessuno sembra entusiasta di governare con Angela Merkel. La sua politica delle porte aperte, iniziata nel 2015, quando permise l’arrivo dei profughi siriani, le sarebbe costata il calo di consensi. E nessun altro partito vuole correre il rischio di perdere i suoi voti. E lasciarli alla destra.
Germania: gli scenari possibili per il futuro governo
Difficoltà o meno, Angela Merkel deve provare a formare una coalizione di governo. E gli scenari possibili restano tre. La prima è una Grosse Koalition con l’SPD, ancora possibile almeno matematicamente. Ma Schulz è apparso molto fermo sulle sue posizioni: vuole la Spd all’opposizione.
La seconda opzione consiste in un governo di minoranza, ovvero una Germania senza più la sua cancelliera al comando, ma primo partito dell’opposizione. Infine, si possono indire nuove elezioni e magari riuscire ad ottenere una maggioranza forte. Questo è lo scenario che Merkel ha detto di preferire all’ipotesi di minoranza. In questo caso potrebbe accadere tutto e niente, soprattutto perché è passato troppo poco tempo dalle ultime votazioni. Per il momento resta uno scenario aperto e figlio di una crisi e di uno spostamento a destra che sembra poter accadere in tanti altri paesi. Italia compresa.
Federica Macchia





