L’Organizzazione mondiale della Sanità ha annunciato che Israele ha acconsentito a delle pause limitate nei combattimenti nella Striscia per permettere all’Oms di supervisionare una campagna di vaccinazione contro la poliomielite per centinaia di migliaia di bambini dopo che un bambino ha contratto la malattia, diventando il primo caso confermato in 25 anni nel territorio palestinese.

Descritta come “pausa umanitaria” in diverse aree del territorio, la campagna di vaccinazione inizierà domenica e durerà tre giorni nel centro di Gaza e sarà condotta insieme all’Unicef, all’Unrwa e a partner locali. Lo staff sanitario si sposterà poi nel sud della Striscia per un altro ciclo di tre giorni e dopo andrà a nord per l’ultima parte della campagna.

Secondo il piano prestabilito – ha dichiarato Rik Peeperkorn rappresentante dell’organizzazione nei territori palestinesi – lo stop interesserà tre diverse parti del territorio della Striscia e in tutti i casi dovrebbe durare tre giorni. La campagna di vaccinazione inizierà domenica nel centro di Gaza, seguirà una seconda pausa nel sud di Gaza e infine un’altra nel nord. L’obiettivo è vaccinare 640mila bambini sotto i 10 anni in un’operazione che, comunque, non ha nulla a che vedere con le trattative in corso per il cessate il fuoco e la restituzione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.

“Penso che questa sia una strada da percorrere. Non dirò che è la strada ideale, ma è una strada percorribile. Non fare nulla sarebbe davvero negativo, dobbiamo fermare la trasmissione a Gaza e dobbiamo evitare la trasmissione all’esterno, fuori da Gaza”, ha detto Rik Peeperkorn, rappresentante dell’Oms nei territori palestinesi.

Peeperkorn ha aggiunto che l’organismo sanitario mira a vaccinare 640mila bambini sotto i 10 anni e che la campagna è stata coordinata con le autorità israeliane. “Sappiamo che con questo tipo di epidemie di poliomielite, con il virus circolante della poliomielite di tipo due, è necessario vaccinare almeno il 90% dei bambini per fermare la trasmissione. Ed è su questo che ci concentriamo. Quindi, se non vacciniamo a sufficienza, non fermiamo la trasmissione”.