Dopo un’attesa di dodici anni, il Monte Olimpo –mitica dimora degli antichi dei greci– ha ottenuto un riconoscimento di fama più moderna, entrando a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La montagna più alta della Grecia è stata inserita nell’elenco insieme alle spiagge della Normandia (teatro dello sbarco del D-Day durante la Seconda Guerra Mondiale) e alle antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara. Anche l’area di Boma-Badingilo, nel Sud Sudan –che ospita una delle più grandi migrazioni di mammiferi terrestri al mondo– ha ottenuto il prestigioso riconoscimento, segnando un primato per il Paese dell’Africa orientale.
Il Monte Olimpo ce l’ha fatta: è ufficialmente Patrimonio UNESCO
Le candidature erano tra le decine esaminate domenica scorsa durante una riunione del comitato UNESCO a Busan, in Corea del Sud. In Grecia, la popolazione ha accolto con felicità ed euforia l’inserimento dell’Olimpo nella lista del patrimonio mondiale misto, in riconoscimento del suo significato culturale e naturale.
Immortalato come sede di Zeus, capo delle dodici divinità olimpiche, il monte che si erge a 2.918 metri da una base quasi al livello del mare era presente nella lista provvisoria dei siti candidati dal 2014. Il capo della delegazione greca presso l’UNESCO a Busan, Georgios Koumoutsakos, ha accolto con favore la decisione, definendola tale da garantire la conservazione del sito. «Ciò riafferma il nostro impegno incrollabile a salvaguardare il Monte Olimpo a beneficio delle generazioni presenti e future», ha dichiarato. «Come la mitologia greca ci ricorda saggiamente, è sempre meglio mantenere buoni rapporti con gli dei».
L’importanza dell’iscrizione alla lista UNESCO
Il sindaco della zona, Evangelos Geroliolios, aveva affermato prima dell’annuncio che l’inserimento del sito avrebbe comportato «una maggiore responsabilità da parte nostra nella tutela dell’ambiente locale». Il primo cittadino ha fatto riferimento, in particolare, alla straordinaria biodiversità dell’area.
La riunione annuale del comitato, che si concluderà mercoledì, dovrebbe esaminare circa trenta candidature. I siti prescelti si aggiungeranno ai 1.248 già presenti in centosettanta Paesi nella lista del patrimonio mondiale, in virtù del loro «valore eccezionale per l’umanità». L’iscrizione nella lista può dare un impulso fondamentale alla conservazione dei siti, in base a una convenzione internazionale gestita dall’UNESCO, che fornisce anche consulenza e sostegno finanziario.
Federica Checchia





