“Salvate il Soldato Ryan” di Steven Spielberg del 1998 è passato alla storia come uno dei più bei film di guerra di sempre grazie alla spettacolare sequenza iniziale dello sbarco in Normandia. Sequenze di guerra che tra sangue, tensione ed emozione hanno contraddistinto altri film che scopriremo nella nostra carrellata cinematografica.
Salvate il Soldato Ryan e tra emozione e realismo

Nel 1998 Steven Spielberg porta nelle sale cinematografiche “Salvate il Soldato Ryan”, potente kolossal di guerra destinato a fare da spartiacque per il genere con il suo uso sperimentale di colori desaturati, macchine a mano e angoli di ripresa stretti. Tra l’altro a Spielberg bastarono venti minuti con quella fantastica sequenza iniziale dello sbarco in Normandia per passare alla storia. In quegli interminabili momenti tutto il pubblico si ritrova realisticamente ed emotivamente in quel 6 giugno 1944 al fianco degli Alleati che stanno sbarcando sotto il fuoco nazista.
Quello che ha davanti agli occhi lo spettatore è una vera e propria carneficina segnata da corpi maciullati e mutilati dalle mitragliatrici naziste. All’interno di essa ci sono protagonisti del film, come il capitano Miller, che si confondono con gli altri soldati segnati dalla paura e dal coraggio che li spinge a lottare verso la salvezza e la conquista di Omaha Beach tra silenzio e fragore delle armi.
Braveheart, e la battaglia di Sterling
Facendo un passo indietro di qualche anno rispetto a “Salvate il Soldato Ryan”, proseguiamo la nostra carrellata con “Braveheart” di Mel Gibson del 1995. Nono stante le pecche storiche del film, come il kilt che era entrato in uso in Scozia secoli dopo le vicende narrate nel lungometraggio, questa pellicola è riuscita lasciare il segno con le sue scene di guerra nella storia del cinema. Innanzitutto per la scelta di affrontarle in chiave realistica e sanguinolenta reintroducendo quella crudezza e quel realismo spesso sacrificato dal cinema in nome della teatralità. Cosa che ritroviamo perfettamente nella scena della battaglia di Sterling in cui sono sapientemente mixati pathos e tensione grazie ad un montaggio alternato e sempre più serrato fino al momento dello scontro con la cavalleria inglese sottolineato dalla voce dello stesso Gibson nei panni dell’eroe scozzese William Wallace.
la maestosità di Alexander e la follia di Apocalypse Now
Una delle scene di battaglia più belle della storia del cinema è senza dubbio la battaglia di Gaugamela di “Alexander” di Oliver Stone, un kolossal moderno che racconta la storia di Alessandro Magno. Questa scena è orchestrata come se la piana di Gaugamela, che il pubblico vede seguendo il volo di un aquila, fosse una gigantesca scacchiera in cui due re contrapposti fanno le loro mosse. Da un lato Alessandro Magno che si sporca le mani e combatte insieme ai suoi uomini e dall’altro Dario che sta in disparte limitandosi a dare ordini con le mani. Nel mezzo un infinità di uomini, cavalieri e e cammelli mentre un montaggio sapientemente alternato, con l’aiuti di didascalie, ci racconta le fasi della battaglia sottolineate dalla sapiente musica di Vangelis.
Una delle scene in cui la guerra emerge in tutta la sua follia e assurdità è senza dubbio quella degli elicotteri americani che bombardano un villaggio vietnamita in “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola. Una scena realizzata con un coordinamento duro della troupe e sette settimane di riprese. Una follia anche tecnica non solo diegetica che fa di quella scena una delle massime espressioni visionarie del caos e del male di cui è pervaso il film. Un momento che è sottolineato dalla splendida “Cavalcata delle Valchire” di Wagner che esce dagli altoparlanti degli elicotteri americani facendo emergere il folle piacere che gli assalitori traggono da questo spettacolo di morte.
Il piano- sequenza di 1917
Può l’inferno della guerra essere raccontato con un solo lungo piano-sequenza? È quanto fatto da Sam Mendes con il film “1917” del 2020. Questa pellicola è in fatti un lungo piano-sequenza di due ore che ci porta nell’orrore della prima guerra mondiale tra trincee, bombardamenti e paesi distrutti. Uno dei momenti più toccanti e drammatici del film basato su tutto sul viaggio di due soldati che devono consegnare un messaggio per salvare altri uomini è senza dubbio quello alle rovine del villaggio di Ecoust. In esso seguiamo la corsa a perdifiato di uno dei due protagonisti mentre attraversa un villaggio distrutto in un oscurità illuminata solo dalle fiamme scatenate dalla battaglia circostante e dal silenzio.
Stefano Delle Cave
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