Mauro Floriani, classe 1961, ha frequentato la business school di Losanna e poi ha proseguito i suoi studi a Roma alla facoltà di Scienze Economiche; dopo gli studi, grazie ad alcuni amici in comune, conobbe Alessandra Mussolini e negli anni successivi i due non si separarono mai nonostante gravi crisi. Alessandra e Mauro convolarono a nozze nel 1989 e poi diventarono genitori di Caterina (nata nel 1995), Clarissa (nata nel 1997) e Romano (nato nel 2003). I tre figli di Alessandra e Mauro hanno il cognome della madre “Mussolini”, una decisione presa dall’attrice e politica che a “Chi” aveva dichiarato: “Volevo perpetrare in famiglia il cognome Mussolini”.

Mauro Floriani, cosa è successo al marito di Alessandra Mussolini

Nel 2014 Mauro Floriani era stato coinvolto nella vicenda delle baby squillo dei Parioli per via di una intercettazione telefonica in cui dava appuntamento ad una delle due minorenni, una situazione devastante per la famiglia Mussolini, che però ne uscì indenne pagando una multa di 1800 euro. Prima dell’accaduto, quando Alessandra Mussolini, parlando del marito, scherzava in merito a belle donne e gelosia, dichiarava: “Un pizzico di gelosia non fa mai male, se capita che sorga una puntina di fastidio va bene”Dopo l’accusa rivolta a Floriani, tutto per Alessandra Mussolini è cambiato. Oggi quando l’attrice e il marito appaiono in qualche scatto su Instagram o sui giornali, sembrano sereni, pare che abbiano trovato il loro equilibrio eppure il cuore della Mussolini non perdonerà mai. Lei stessa aveva dichiarato sotto i riflettori di “Belve”: “Perdonare mio marito? Ma che siamo matti? Si va avanti, ma non si perdona. Perché sono rimasta con lui? Vivi, comprendi e stai con una persona, che diventa praticamente fondamentale per te. Lo è stata in passato e lo sarà in futuro, per i nostri figli, per me e per la mia famiglia. Per questo l’ho fatto… ma chi perdona veramente?”.

L’uomo, un ex capitano della Guardia di finanza, nel marzo 2014 si era presentato spontaneamente dai magistrati: tra i numeri intercettati per ricostruire i movimenti delle minorenni c’era anche il suo. Floriani aveva negato di aver avuto rapporti con le ragazzine, ma la Procura aveva definito le prove “incontrovertibili”. Floriani aveva poi ammesso gli incontri sessuali con le baby squillo, sostenendo però di non essere a conoscenza della loro età reale: “Sono entrato in contatto con una di loro attraverso il sito bakecaincontri. Ho preso il numero e ho chiamato. È successo un paio di volte, ma sul sito c’era scritto che avevano 19 anni, e io mi sono fidato: ho sempre pensato che fossero maggiorenni“.

L’inchiesta, resa nota alla fine del 2013, ha portato alla scoperta di due ragazzine di un liceo romano che si prostituivano in un appartamento del quartiere Parioli: erano state adescate su un sito di incontri e convinte a vendersi. Tra gli arrestati anche la madre di una delle adolescenti che, oltre a essere a conoscenza di quanto accadeva, prendeva anche una percentuale sugli incassi.