L’invito è volto a incoraggiare le persone a sognare in grande per il futuro, cercando di costruire un domani migliore. Ogni anno, dal 2012, questa giornata ispira individui, famiglie, aziende e comunità in tutto il mondo ad agire per realizzare ciò che desiderano e meritano, sia per sé stessi che per il mondo. E il tema di quest’anno è “Dreams for the future”. La Giornata mondiale dei sogni nasce nel 2012 per mano di Ozioma Egwuonwu, motivatrice ed educatrice americana.

Cosa si celebra nella Giornata mondiale dei sogni?

Da sempre fonte di ispirazione e curiosità, i sogni sono un affascinante mistero. E a cercare di darne una prima lettura sappiamo essere stato Sigmund Freud, con il suo celebre libro “L’Interpretazione dei Sogni” (1899). Il padre della psicanalisi teorizzò che i sogni fossero la via d’accesso all’inconscio, riflettendo i desideri e i conflitti interiori. Ecco alcune curiosità:

  • Secondo un recente studio, già 5 minuti dopo esserci svegliati dimentichiamo la metà dei nostri sogni, dopo 10 minuti il 90% dei nostri ricordi onirici è scomparso. 
  • Tutti possono sognare: anche chi diventa cieco dopo la nascita può avere delle immagini nei propri sogni. E per chi è nato cieco, sogna ma in modo diverso. Non con immagini, ma con gli altri sensi: l’udito, l’olfatto e il tatto. 
  • La nostra coscienza, durante il sonno, accoglie e interpreta gli stimoli esterni e li incorpora. Se sentiamo un rumore potremmo ritrovarcelo nel sogno che stiamo facendo (e questo accade quasi sempre con la sveglia).
  • Chi russa non sogna: provato scientificamente.
  • Statisticamente, solo 12% delle persone sogna esclusivamente in bianco e nero. Fino agli anni cinquanta, e prima dell’arrivo della televisione e dei film a colori, la maggior parte delle persone sognava in in bianco e nero. 

Marianna Soru

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