Oggi rientrano in Italia i 12 migranti che nei giorni scorsi erano stati portati nei centri per richiedenti asilo in Albania, voluti dal governo italiano per gestire l’immigrazione e completati la settimana scorsa. Venerdì mattina, infatti, il tribunale di Roma non aveva convalidato i decreti di trattenimento e aveva stabilito che sarebbero dovuti tornare in Italia. Secondo diversi giornali, già ieri una motovedetta della guardia costiera era partita da Brindisi per riportarli a Bari.
Sempre ieri la commissione territoriale (cioè l’organo che valuta le richieste d’asilo delle persone che presentano la domanda in Italia, che in questi giorni si è insediata in Albania) aveva esaminato le loro domande di protezione internazionale con la cosiddetta procedura accelerata, e le aveva respinte. Una volta arrivati in Italia i migranti avranno quindi 14 giorni per fare ricorso contro questa decisione.
Migranti in Italia e poi in Albania, cosa vuol dire “paesi sicuri”
Nei piani del governo, la permanenza in Albania e l’esame delle richieste con procedura accelerata dovrebbero riguardare infatti solo i migranti che provengono da “paesi sicuri”, cioè quelli che secondo il governo italiano rispettano l’ordinamento democratico e i diritti delle persone. Quella di “paese sicuro”, però, è una classificazione controversa, messa in discussione da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dello scorso 4 ottobre. Questa dice che per essere considerato sicuro un paese deve esserlo per tutti quelli che ci vivono e in tutto il suo territorio. Tuttavia, quasi nessuno dei 22 paesi che fanno parte della lista stilata dal governo italiano rispetta questi due criteri, nemmeno Bangladesh ed Egitto, i paesi di origine dei 12 migranti.
Al momento l’Italia considera sicuri 16 paesi: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Nigeria, Senegal, Serbia e Tunisia. Il governo di Giorgia Meloni ha aggiornato l’elenco lo scorso marzo, eliminando definitivamente l’Ucraina, dove da due anni si combatte contro l’invasione della Russia, e aggiungendo Nigeria, Gambia, Costa d’Avorio e Georgia. La lista della Germania invece comprende 9 paesi, Malta 24, la Spagna non ha alcuna lista, fa notare la giornalista Novella Gianfranceschi su Linkiesta.





