Chi sperava che, a seguito del grande successo di Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, le tensioni latenti tra Max Pezzali e Mauro Repetto si sarebbero allentate, rimarrà deluso dagli ultimi sviluppi. La serie firmata da Sydney Sibilia ha raccontato i retroscena della nascita del duo più iconico degli anni Novanta e, un episodio dopo l’altro, la figura del coautore dei brani della band, di solito oscurata da quella del cantante, è emersa, raccogliendo sempre più consensi da parte del pubblico.
La riscoperta del ruolo centrale e determinante di Repetto nella fondazione e della riuscita del gruppo ha portato Pavia, in cui è cresciuto nonostante sia nato a Genova, a decidere d’inserirlo tra i candidati a ricevere il Sansirino, premio che la città assegna ai suoi cittadini più illustri. A proporre il suo nome è stato il consigliere Pd Pietro Alongi, «perché sta portando Pavia in tutti i teatri d’Italia che tocca con il suo tour Alla ricerca dell’uomo ragno: è anche grazie a lui se oggi di Pavia si parla a livello nazionale». Un’onoreficenza che sicuramente farà piacere al diretto interessato ma che, al contrario, ha scatenato l’ira del suo ex amico e collega.
Max Pezzali diffida il comune di Pavia dall’assegnare il Sansirino a Mauro Repetto

All’indomani dell’ufficializzazione delle candidature, gli avvocati di Max Pezzali hanno inviato una diffida al sindaco di Pavia, Michele Lissia, chiedendo di «soprassedere dal conferimento del riconoscimento a Mauro Repetto a causa del successo della serie televisiva».
I legali del cantautore spiegano: «Dopo un brevissimo periodo di tempo (Repetto, ndr.) ha preso una strada diversa lasciando solo Max Pezzali a rappresentare gli 883. L’attribuzione al solo Repetto della benemeranza in discorso rischerebbe di accreditare presso il pubblico l’idea (del tutto contraria a verità) che il segno 883 non identifichi Massimo Pezzali. Ciò non sarebbe conforme a giustizia, proprio perché esclude il soggetto al quale maggiormente il pubblico connette la notorietà del segno 883, e sarebbe fonte di danno ingiusto per il nostro assistito».
Il premio della discordia
Attribuire il Sansirino al solo Repetto, dunque, escluderebbe in qualche modo Pezzali che, però, ha già ricevuto questo premio, ventinove anni fa e che, per regolamento, non può ottenerlo una seconda volta. Gli avvocati fanno riferimento anche anche alla battaglia legale sul simbolo degli 883, tuttora in corso, che vede contrapporsi Pezzali, Repetto e Claudio Cecchetto.
Il Consiglio comunale eleggerà i vincitori il prossimo lunedì. Comunque finirà questa querelle, però, una cosa appare tristemente evidente: «Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi”» sono ormai storia passata.
Federica Checchia
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