In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, a Milano è apparso un nuovo murale firmato dallo street artist Laika. L’opera si trova in viale Tunisia, all’angolo con via Lecco, e si intitola “Smash the patriarchy”; raffigura Giulia Cecchettin e Gisèle Pelicot, entrambe, seppur in modo differente, vittime della violenza di genere.
Tutti conosciamo la storia di Giulia, morta l’11 novembre 2023 per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta, che l’ha brutalmente uccisa, non accettando la fine della loro relazione. Dopo l’omicidio, il giovane si è dato alla fuga portando con sé il cadavere della ventiduenne padovana, per poi nasconderlo in un bosco nei pressi del Lago di Barcis, in Friuli-Venezia Giulia, e proseguire verso la Germania. La polizia tedesca lo ha arrestato il 18 novembre e Turetta è tornato in Italia, dov’è sotto processo. Si attende nella giornata odierna la richiesta di ergastolo da parte del pm.
Gisèle Pelicot, invece, è diventata suo malgrado un simbolo di ribellione al sistema patriarcale. Il suo ex marito, Dominique Pelicot, l’ha infatti sedata e addormentata in più occasioni, invitando oltre cinquanta sconosciuti ad abusare di lei, mentre era in stato d’incoscienza. Il caso che ha sconvolto la Francia si è trasformato in un’occasione per il Paese, e non solo, di rivedere le leggi in materia di stupro e violenza sulle donne. Gisèle, coraggiosamente, ha rinunciato all’anonimato e si è esposta in prima linea in questa lotta. Il verdetto dei giudici, in questa occasione, arriverà a dicembre.
Il murale di Laika contro la violenza sulle donne: le parole dell’artista

Entrambe le donne sono ritratte con il pugno alzato, simbolo universale di resistenza. Sopra di esse torreggia la scritta “SMASH THE PATRIARCHY”, un grido di battaglia contro questa piaga sociale. «Ho affisso questo poster con dolore e rabbia, ma anche con una profonda voglia di lottare per cambiare le cose», ha dichiarato lo street artist «Siamo nel 2024 e questa strage, figlia di un patriarcato sistemico profondamente radicato, sembra non avere fine. Nonostante decenni di lotte, questo sistema si rafforza, sostenuto anche da un governo che arriva addirittura a negarne l’esistenza».
Laika ha lanciato un appello alle istituzioni: «È il momento di agire. Un cambiamento radicale è urgente». Tra le azioni fondamentali, per lui, «introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, un passo fondamentale per formare una nuova generazione più consapevole, con la speranza di trasformare il futuro, anche mentre combattiamo contro le ingiustizie di un presente drammatico». Ha poi concluso: «Oggi ricordo Giulia e tutte le Giulia che non ci sono più; ma celebro anche il coraggio di Gisele, che ha deciso di aprire le porte del processo contro il suo ex marito e 51 degli 83 uomini che l’hanno stuprata, per dare coraggio a tutte le donne vittime di violenza come lei a denunciare, perché “la vergogna deve cambiare lato”. Il pugno chiuso è simbolo di lotta: oggi chiedo a tutte e soprattutto tutti, di scendere in piazza. Il patriarcato è un onda nera ma noi siamo marea».
Federica Checchia
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