Igort (al secolo Igor Tuveri) è nato a Cagliari nel 1958 e lavora da trent’anni come autore di fumetti e illustratore. Fonda con Carpintieri e Mattotti la rivista «Il Pinguino» e il collettivo «Valvoline». È stato invitato ad esporre alla Biennale di Venezia del 1994; collabora con Studio Alchimia, Swatch, Alessi, Memphis; è musicista, autore e conduttore radiofonico e nel 2000 fonda la casa editrice Coconino Press.
Igort è uno dei grandi maestri del fumetto d’autore italiano, ma è anche molto di più. Musicista, regista, sperimentatore, la sua carriera e la sua attività hanno lasciato un’impronta enorme nell’editoria italiana dei fumetti.
La carriera e la biografia di Igort
Nel 1983 fonda il collettivo avanguardista Valvoline, che troverà casa nella rivista Alter Alter di Rizzoli, e darà origine a spinoff e iniziative artistiche come il musical teatrale Melodico Moscovita del gruppo Slava Turdu!!. Cantautore, lo stesso Igort, che negli anni ’80 e ”90 non abbandona mai la propria vocazione musicale oltre che pittorica, pubblicando albi da solista con lo pseudonimo Radetzky e gli isotopi o Los Tres Caballeros. Igort non resta fermo, fonda case editrici (Dolce Vita, Fuego, Due, Black), pubblica in Italia e in Francia, per approdare infine a mete lontanissime dagli esordi.** **. Nel corso degli anni Ottanta i suoi fumetti appaiono sulle pagine di molte riviste nazionali e internazionali tra cui “Linus”, “Alter”, “Frigidaire”, “Metal Hurlant”, “L’echo des Savanes”, “Vanity”, “The Face”.
Nel 1983, insieme a Brolli, Carpinteri, Jori, Kramsky e Mattotti, è fondatore di Valvoline, un gruppo di autori che, ispirandosi alle pratiche delle avanguardie storiche, scombussola le regole del fumetto d’avventura tradizionale. I suoi lavori arrivano in America e Giappone. Nella seconda metà degli anni Ottanta fonda numerose riviste tra le quali “Dolce vita”, “Fuego”, “Due”, “Black”.
Le sue opere sono regolarmente pubblicate in Francia e in numerosi altri paesi. Dagli anni Novanta pubblica regolarmente in Giappone creando la serie “Amore”, ambientata in Sicilia, e “Yuri”, entrambe edite dalla casa editrice Kodansha. Si trasferisce a Tokyo. La sua attività si estende, partecipa a edizioni speciali delle prestigiosa Magazine House Tokyo, Hon Hon Do e altre. Nel 1987 il musicista premio oscar Ryuichi Sakamoto lo chiama per una collaborazione: una storia scritta a quattro mani che esce in Giappone e Italia.
Il successo internazionale vale a Igort una serie di riconoscimenti e collaborazioni anche nel campo del design. È il 1992 quando disegna uno Swatch bestseller illustrandone il quadrante con Yuri, un ragazzo a bordo di una bizzarra nave volante: le influenze giapponesi sono evidenti, il personaggio diventa poi in Giappone il protagonista di una serie di storie brevi. I disegni di Igort conquistano così il design, il suo tratto si ritrova su stoffe e vestiti, tappeti, giocattoli, sculture. Da qui l’invito da parte del regista Pedro Almodovar e Christian Leigh ad esporre alla Biennale di Venezia nel 1994, dove partecipa con le sue opere al fianco di altri artisti contemporanei come Warhol e Koonz nella mostra I will love you more than my own death.
Nel 2000 fonda e dirige la casa editrice Coconino Press, casa editrice che ha fatto conoscere in Italia i capolavori internazionali del romanzo a fumetti. Nel 2002 vede la luce “5 è il numero perfetto”(Coconino Press), noir napoletano che esce simultaneamente in 6 paesi e vince l’anno successivo il premio come libro dell’anno alla Fiera del libro di Francoforte. Farà seguito “Fats Waller” (Coconino Press), biografia immaginifica di uno dei musicisti Jazz più popolari degli anni Trenta, in collaborazione con lo scrittore argentino e grande sceneggiatore, Carlos Sampayo.
Trasferitosi a Parigi comincia la serie Baobab che esce simultaneamente in Italia, Francia, Spagna, Olanda, Germania e Stati Uniti. Nel 2010, dopo una lunga residenza, tra Ucraina, Russia e Siberia Igort scrive e disegna Quaderni Ucraini (Strade Blu – Mondadori). Nel 2011 esce “Quaderni russi”(Strade Blu – Mondadori), un reportage disegnato sulla tracce della giornalista russa Anna Stepanovna Politkovskaja. Nel 2015 esce “Quaderni giapponesi”, un memoir a fumetti del suo periodo giapponese e di grande successo in Europa. Il suo lavoro di esplorazione saggistica e documentaristica attraverso il linguaggio del graphic novel è giunto anche in America. I “Quaderni Ucraini” e “Quaderni russi” sono stati pubblicati da Simon & Schuster, uno dei più grandi editori americani e sono arrivati – cosa mai accaduta ad un autore italiano- nella Top Ten della prestigiosa New York Times Review of Books. I “Quaderni Giapponesi”, dopo il successo europeo (sono attualmente in nomination anche al Salone di Barcellona) saranno pubblicati a maggio da Chronicle Books, uno degli editori più blasonati per i libri illustrati, che inaugurano con Igort il dipartimento graphic novel. Nel 2016 Igort fonda la casa editrice Oblomov che pubblica graphic novel e letteratura. Il suo romanzo a fumetti: “5 è il numero perfetto” sta per diventare un film. Frattanto lavora alla serie Baobab, scrive opere di narrativa e sceneggiature per il cinema.





