Cipro potrebbe chiedere l’adesione alla Nato una volta che le sue forze armate riceveranno l’addestramento e l’equipaggiamento necessari, con il sostegno degli Stati Uniti, per portarle agli standard dell’alleanza militare, ha dichiarato giovedì il presidente Nikos Christodoulides.

Lo sviluppo segna un cambiamento rispetto alla politica di neutralità di Cipro, che risale alla Guerra Fredda, e segue l’incontro di Christodoulides con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington il mese scorso.

Pur riconoscendo che Cipro non può attualmente aderire alla Nato a causa delle obiezioni che la Turchia solleverebbe, Christodoulides ha sottolineato l’importanza di potenziare le capacità difensive della Guardia Nazionale cipriota con l’assistenza degli Stati Uniti.

“Non vogliamo che la Guardia Nazionale perda queste opportunità”, ha detto, aggiungendo che Cipro sta discutendo con gli Stati Uniti sulla questione. “Quando tutto sarà al suo posto, la Repubblica di Cipro potrà diventare uno Stato membro della Nato”.

Il governo di Nicosia avrebbe già elaborato una strategia di adesione passo-passo, approvata da Washington, che mira a ridefinire il “nuovo ruolo di Cipro” nella regione. Della questione, che apre scenari complessi tanto sul piano geopolitico quanto su quello militare, se ne è discusso in questi giorni negli ambienti Nato: Cipro ha storicamente mantenuto una posizione di neutralità, essendo stata membro del Movimento dei Paesi Non Allineati fino al 2004, quando ha aderito all’Unione Europea. Tuttavia fino ad oggi l’adesione alla NATO non era mai stata considerata una priorità strategica. La sua posizione geografica, al crocevia tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa, ha fatto di Cipro un punto di interesse per potenze globali e regionali. L’isola ospita già basi militari britanniche, che rappresentano un elemento chiave per le operazioni nel Mediterraneo orientale.

Il possibile ingresso di Cipro nella NATO potrebbe essere interpretato come un tentativo di rafforzare la propria sicurezza nazionale, specialmente alla luce delle tensioni con la Turchia riguardo alla questione della Repubblica Turca di Cipro Nord (riconosciuta solo da Ankara). Inoltre, il recente incremento delle esplorazioni energetiche nel Mediterraneo orientale ha esacerbato le dispute marittime nella regione. L’adesione alla NATO fornirebbe a Nicosia un ombrello di sicurezza, dissuadendo potenziali aggressioni e aumentando la sua capacità di negoziazione sui temi energetici.

Per gli Stati Uniti l’adesione di Cipro rappresenterebbe un’opportunità per rafforzare il controllo NATO nel Mediterraneo orientale, una regione sempre più rilevante per contrastare l’influenza russa e cinese. La presenza militare russa a Tartus, in Siria, e i crescenti investimenti cinesi nei porti del Mediterraneo preoccupano Washington. Integrare Cipro nella NATO consoliderebbe l’arco strategico che include Grecia, Italia e Turchia, migliorando la proiezione di potenza statunitense nella regione.

Per la Turchia è ”inaccettabile” che Cipro intenda presentare richiesta di adesione alla Nato. Come riferito alla Dpa da fonti del ministero della Difesa di Ankara, ”l’amministrazione greco cipriota attualmente non ha presentato domanda di far parte della Nato, ma anche solo volerlo fare è per la Turchia inaccettabile”. Si tratta di ”disturbare un delicato equilibrio” e avrebbe ”effetti negativi sul processo di negoziazione finalizzato a una soluzione” della questione cipriota, hanno detto fonti del ministero.

La Turchia non riconosce il governo della Repubblica di Cipro – che ha sede nella parte meridionale greco-cipriota dell’isola etnicamente divisa – e mantiene 35mila truppe nella parte settentrionale dell’isola occupata dai turchi

Cipro è stata divisa nel 1974, quando la Turchia l’ha invasa a seguito di un colpo di Stato guidato dalla Grecia e finalizzato a unire l’isola alla Grecia. I colloqui di pace sono congelati dal 2017.

Christodoulides ha sottolineato la posizione strategica di Cipro come Stato membro dell’Ue più vicino al Medio Oriente, a soli 182 chilometri dalla capitale libanese Beirut, come fattore trainante dei previsti aggiornamenti delle infrastrutture militari.

Sono in corso colloqui con gli Stati Uniti per modernizzare la base aerea Andreas Papandreou di Cipro, che attualmente ospita i Marines statunitensi e gli aerei V-22 Osprey per le potenziali evacuazioni dal Libano. In corso anche discussioni con l’Ue per il potenziamento di una base navale, ha dichiarato Christodoulides.

“Il rafforzamento delle capacità di deterrenza della Repubblica di Cipro è della massima importanza – ha concluso il presidente cipriota -. “Sfruttiamo ogni opportunità, sia in direzione degli Stati Uniti e della Nato, ma anche dell’Unione europea”.