Le luci dell’alba risvegliano Manhattan, un taxi si ferma sulla Fifth Avenue, lasciando scendere un’elegantissima Audrey Hepburn, fasciata da un tubino nero Givenchy e illuminata da un collier di perle. Le mani della donna stringono un caffè e una danese, mentre lo sguardo, seppur nascosto dai grandi occhiali da sole, è rivolto verso le vetrine di Tiffany & Co., storica gioielleria. In sottofondo, le dolci note di Moon River.

La scena segna l’inizio di Colazione da Tiffany, film che si basa sull’omonimo romanzo di Truman Capote, e la colonna sonora è firmata da Henry Mancini. Il brano, composto da Johnny Mercer e da Mancini nel 1961, si modella sull’estensione vocale dell’attrice protagonista, ed è udibile più volte nel corso della pellicola.

Moon River: il testo e le modifiche

Moon River
Moon River è la colonna sonora di Colazione da Tiffany

Nonostante la versione strumentale compaia già nei titoli di testa, Moon River viene cantata da Holly Golightly (Audrey Hepburn), che si accompagna con una chitarra, mentre Paul “Fred” Varjak (George Peppard) la osserva da lontano. La canzone vinse l’Oscar nel 1962, e ribattezzò un’insenatura vicino a Savannah, in Georgia (città natale di Johnny Mercer).

Il testo, scritto da Mercer, rimanda proprio alla sua infanzia a Savannah, e trae ispirazione dai suoi numerosi fiumi. Da bambino, l’autore raccoglieva i mirtilli rossi in estate, sentendosi un po’ come Huckleberry Finn, personaggio creato da Mark Twain e citato nella canzone. Il titolo originale del pezzo era Blue River, che ricorda il colore dei mirtilli rossi, ma alla fine si optò per Moon River, una suggestione alle scie luminose che la Luna disegna sui corsi d’acqua, guida di Selene per le anime erranti.

In origine, le parole iniziali erano «I’m Holly, like I want to be, like Holly on a tree back home…», ma in seguito si decise di adattarle maggiormente al tema del lungometraggio.

Le cover più famose

Poco dopo l’uscita di Colazione da Tiffany, Andy Williams ne registrò una celebre cover, che finì per essere il suo più grande successo. Molti altri artisti si sono cimentati con il brano, da Louis Armstrong a Carla Bruni, da Judy Garland ad Elton John, fino a Mina e i R.E.M. Nel 2019 Jacob Collier ne ha realizzato un arrangiamento che gli è valso un Grammy Award.

La performance Audrey Hepburn, curiosamente, non figura nella OST originale. Solo dopo la sua morte, nel 1993, venne finalmente pubblicata la versione originale della canzone nell’album Music from the Films of Audrey Hepburn. Un tributo alla memoria di un’indimenticata interprete, e di un classico intramontabile.

Federica Checchia

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