Qualche mese fa il caso Loro Piana aveva destato sospetti per quanto riguardava le condizioni dei lavoratori peruviani, che si occupano di acquisire e fornire al brand la fibra utilizzata per confezionare maglioni da 9.000 dollari (ne avevamo parlato qui). E ora, uno dei dirigenti avrebbe ammesso che la maison non si preoccupa di verificare che i lavoratori vengano correttamente retribuiti. Questo andrebbe a non rispettare l’accordo già stabilito con gli abitanti del posto. L’azienda infatti si rifornisce di fibre di vigogna (o vicuña) da comunità andine povere: queste catturano gli animali per la tosatura in un processo chiamato “chaccu”.

Loro Piana non controllerebbe l’adeguata retribuzione dei lavoratori peruviani che producono vigogna

Eliphas Coeli, direttore generale di Loro Piana in Perù, aveva parlato a seguito dell’incontro tra il brand e il governo peruviano, avvenuto ad aprile e durato ben 150 minuti. “È stato detto che non paghiamo le persone che fanno i chaccu. Beh, non so come lavorano le altre aziende, ma noi acquistiamo la fibra e depositiamo il pagamento per il valore della fibra. E poi la distribuzione di quel pagamento è al di fuori del nostro controllo”. Il brand si è poi espresso in una nota. Ha reso noto di aver aumentato le verifiche ufficiali dei fornitori per garantire la conformità dei processi. Inoltre, starebbe lavorando con le ONG locali, per dare possibilitòà a 15 comunità coinvolte nella produzione di ottenere progetti per infrastrutture, assistenza sanitaria, nutrizione e istruzione.

A far partire l’inchiesta era stato Bloomberg Businessweek. Segnalava che gli indigeni peruviani rifornivano Loro Piana senza ricevere il compenso per il loro lavoro di caccia e raduno delle vigogne, animali che sono dei parenti selvatici dell’alpaca. Le vigogne producono la lana più pregiata e costosa al mondo. Gli esperti del settore l’hanno definito “sfruttamento”, mentre il brand, di contro, afferma invece di pagare le comunità locali, e sono poi loro che stabiliscono come distribuire i pagamenti.

“Loro Piana ribadisce con forza il suo impegno di lunga data verso pratiche commerciali etiche e responsabili”, ha indicato la società. “Negli ultimi 30 anni, la maison ha rispettato pienamente la legge peruviana, l’etica e i regimi di lavoro delle comunità locali riconosciuti dalla Costituzione e le loro legittime pratiche, come il chaccu che si svolge per un giorno ogni anno”

Cosa è successo durante l’incontro?

Enrique Michaud all’epoca era il funzionario di punta del governo incaricato di regolamentare la fauna selvatica (comprese le vigogne). Dopo l’incontro ha lasciato il governo. E avrebbe risposto a questa affermazione cosi. “Capisco cosa stai dicendo, Eliphas, ed è corretto che questo sia un contratto privato firmato con una comunità e che la comunità si occupi della ridistribuzione. Tuttavia, dobbiamo pensare a meccanismi per garantire che ci sia una corretta distribuzione dei benefici”.

Loro Piana è parte di LVMH, che ha un codice di condotta molto preciso in merito. Lo stesso brand ha dichiarato di aver “lanciato una campagna di sensibilizzazione dei fornitori per far rispettare ulteriormente il nostro codice di condotta”. Coeli ha parlato direttamente del codice di condotta nella discussione, affermando che i fornitori peruviani lo firmano. E ha anche detto: “C’è una sorta di responsabilità indiretta? Sì, potrebbe esserci, perché ogni azienda è effettivamente responsabile della provenienza dei materiali. Però beh, è ​​facile a dirsi e un’altra cosa è poterlo confermare”. Il codice di condotta afferma che “le organizzazioni che forniscono materiali di pagare salari sufficienti a soddisfare le esigenze di base dei lavoratori e a fornire un reddito discrezionale”.

Marianna Soru

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