Pino Daniele ci lasciava esattamente dieci anni fa: l’artista con una carriera ultratrentennale alle spalle, ha lasciato un’importante eredità tra le sue canzoni, alcune delle quali divenute capisaldi della musica nostrana.
Quanno Chiove: Contenuto nell’album Nero A Metà che consacra l’artista al grande pubblico, il brano è supportato da un delicato arpeggio di chitarra, sul quale è incentrata la storia di una prostituta. Il rumore dei suoi passi mentre si prepara ad una nuova giornata udito e narrato dal cantautore è in contrasto con l’attesa della pioggia, che attraverso l’acqua segna una purificazione “E aspiette che chiove/L’acqua te ‘nfonne e va/Tanto l’aria s’adda cagna”
Pino Daniele: un viaggio tra le canzoni a dieci anni dalla sua scomparsa
Je So’ Pazzo: Alle porte dell’estate 1979, Pino Daniele lancia il singolo Je So’ Pazzo che esplode durante la partecipazione del cantautore al Festivalbar. Nel testo l’artista impersona un Masaniello di fine anni Settanta, divenendo portavoce di una protesta senza giri di parole, autodichiarandosi insano di mente. Il brano nel quale confluiscono italiano e napoletano apre la strada ad un genere musicale lanciato dallo stesso artista, il tarumbò, che unisce tarantella e blues.
A me me piace ‘o blues: Dal punto di vista musicale, il brano si discosta dalla produzione dell’album per l’intro strumentale e l’assenza di assoli. Per la prima volta viene utilizzato il termine ca**imma nel testo di un brano, che sarà successivamente trattato dall’Accademia Della Crusca con tanto di citazione del cantautore nella sua definizione.
Quando: La ballad tra le più celebri dell’artista partenopeo, è stata inserita nella colonna sonora del film di Massimo Troisi, Pensavo Fosse Amore Invece Era Un Calesse. Nel documentario sull’attore e regista scomparso nel 1994, è stato immortalato insieme a Daniele che esegue il brano accompagnato dalla sua chitarra, proponendo allo stesso artista una modificato al testo originario “E vivrò, sì vivrò,/ tutto il giorno per vederti ballare / fra i ricordi di una vita normale” in “E vivrò, sì vivrò /Tutto il giorno per vederti andar via/Fra i ricordi e questa strana pazzia“.
Le canzoni di Pino Daniele : O Scarrafone, Resta Cu Mme
I say ‘i sto ccà: Un’analisi interiore è al centro del testo della traccia di Nero A Metà, che si apre con lo sfogo dell’artista coadiuvato dall’alcool: “Me’mbriaco e c aggia fa’/Me gira’a capa ma voglio parla’/I say i sto cca/A tristezza se ne va/O vino scenne ma poi finirà”. La disconnessione dalla realtà entra in contrasto con la voglia evidenziata nel titolo di rimanere per comunicare il suo stato d’animo
O scarrafone: Il successo della Lega Nord ad inizio degli anni Novanta ispira il cantautore nella stesura del brano, nel quale la sua penna gioca sulla satira, focalizzandosi su razzismo e la migrazione “E se hai la pelle nera/Amico guardati la schiena/Io son stato marocchino/Me l’han detto da bambino/Viva viva ‘o Senegal”.
Resta cu ‘mme: Un incontro sembra aver fulminato l’artista, che nel testo del brano tra inglese, italiano e napoletano nell’inciso, implora la ragazza invitandola a restare ed iniziare una vita insieme: “Ci vuol talento per chiamarlo amore/Se chiudo gli occhi mi scoppia il cuore/ E allora resta, resta cu’ mme’/Ooh, resta, resta cu’ mme’/Sì, resta, resta cu’ mme’/Mmmh resta, resta cu’ mme’…/qui sul mio cuore”
Le canzoni di Pino Daniele: la dedica alla figlia Sara
Sara: Contenuto nell’album Medina del 2001, il singolo è dedicato alla figlia Sara avuta dal matrimonio con Fabiola Sciabarrasi. Una dichiarazione d’amore e di protezione da parte del padre (il brano verrà successivamente ripubblicato con il titolo Sara Non Piangere) per la figlia che appare nel video ufficiale del brano: “Rompi i tuoi giochi contro l’arroganza del mondo/Che è pieno di…Cose inutili da fare/Cose inutili da dire/Quante cose inutili abbiamo nella testa/Ma il tuo sorriso resta… In the middle of the night“.
Yes I Know My Way: Funk, blues e napoletano, si uniscono per dare vita ad un pezzo esplosivo contenuto nell’album Vai Mo del 1981, nel quale già dal titolo presenta un messaggio di sicurezza che si ripete nel testo, ribadendone la forza nel voler procedere per la sua strada: “Siente fa’ accussì/Nun dà retta a nisciuno/Fatte ‘e fatte tuoie/Ma si haje suffrì’ caccia ‘a currea”
Napule è: Secondo singolo estratto dal primo album, Terra Mia è stata scritta dall’artista quando era appena diciottenne che ha firmato un quadro della sua città natale in bilico tra odio ed amore, passando tra colori, cultura, fino ad arrivare alla paura ed al degrado (Napule è na’ carta sporca/E nisciuno se ne importa/E ognuno aspetta a’ sciorta). Il brano è diventato l’inno ufficiale del Napoli pochi giorno dopo la scomparsa del cantautore.
Nicoletta Abrami
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