Il neo (ri)eletto presidente Donald Trump può dormire sonni tranquilli. Seppur colpevole di aver falsificato documenti finanziari per coprire il pagamento illecito alla pornostar Stormy Daniels, in cambio del suo silenzio sulla loro relazione, non andrà in carcere, né riceverà sanzioni pecuniarie. Dopo il verdetto, il giudice Juan Merchan ha spiegato che a determinare la scelta è stato il suo imminente secondo mandato: «Sono stati i cittadini di questa nazione a decidere che lei debba godere di protezioni come la clausola di supremazia e l’immunità presidenziale».

La vicenda, tuttavia, macchia la fedina penale del tycoon repubblicano in modo indelebile. Trump, infatti, diventerà il primo presidente nella storia degli Stati Uniti a essere condannato per un crimine prima dell’insediamento alla Casa Bianca, previsto per il 20 gennaio 2025. La condanna risale al 30 maggio, votata all’unanimità dai dodici membri della giuria per tutti e trentaquattro i capi di imputazione, ma a confermare la sentenza,ieri, è stato il giudice di New York. Il diretto interessato, ovviamente, non l’ha presa benissimo.

Donald Trump: «una patetica caccia alle streghe»

Donald Trump ha attaccato duramente i giudici, definendoli un «dipartimento d’ingiustizia». Ha poi tirato in ballo i suoi elettori che, votandolo, avrebbero secondo lui reputato illegittimo il processo. Il ritorno nello Studio Ovale per volere del popolo, dunque, confermerebbero l’inesistenza del caso Stormy Daniels, una «patetica caccia alle streghe» intentata dai democratici per screditare la sua immagine pubblica. Il presidente ha già annunciato il suo ricorso sulla piattaforma Truth: «L’evento di oggi è stata una farsa spregevole e, ora che è finito, faremo appello contro questa bufala che non merito».

In merito alla condanna, anche le opposizioni hanno espresso la propria opinione. L’avvocato Adam S. Cohen ha affermato che il nuovo Presidente aveva ragione quando dichiarava di poter anche decidere di sparare a qualcuno in strada, dal momento che la sua ricchezza gli avrebbe permesso di tirarsi fuori dai guai. Una provocazione che, ieri, ha trovato conferma nella realtà.

Federica Checchia

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