Donald Trump ha firmato un ordine che ripristina la pena di morte federale, cancellando la moratoria voluta dal suo predecessore, Joe Biden, nel 2021.

Donald Trump ripristina la pena di morte federale

L’attuale Presidente USA Donald Trump ha ripristinato la pena di morte federale, cancellando la moratoria voluta da Biden nel 2021. Trump ha anche ordinato al procuratore generale di richiedere la pena capitale “indipendentemente da altri fattori” quando il caso si riferisce all’uccisione di un agente o a reati capitali “commessi da uno straniero illegalmente presente” nel Paese e, quindi, di “intraprendere tutte le azioni necessarie e legali” per garantire che gli Stati abbiano abbastanza farmaci per l’iniezione letale.

La pena risale ai primi anni della Repubblica e può essere applicata dal governo federale ad alcuni crimini specifici. Durante il periodo della presidenza di Obama è stata applicata una moratoria de facto in cui il procuratore generale Eric Holder ha rivisitato i criteri di applicazione della pena capitale. A tal proposito, le esecuzioni sono state sospese e limitate a reati gravi. L’ultima esecuzione federale risale al 2001; attualmente, sono tre gli imputati che restano condannati dopo che Biden ha convertito le altre 37 condanne a morte in ergastolo.

Come funziona

La pena di morte federale è regolata, attraverso norme e regole specifiche, dal Dipartimento di Giustizia. La forma più utilizzata è l’iniezione letale. Si procede alle esecuzioni dopo minuziose analisi, appelli e revisione dei casi. Al termine del processo se è accertata chiaramente la colpevolezza dell’imputato sarà il procuratore generale a fissare l’esecuzione.

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