«A parte mia madre, è l’unica donna che abbia mai amato». L’amore tra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini fu impossibile, tumultuoso e devastante, soprattutto per lei; nacque da una tragedia e, infine, ad essa fece ritorno. Le strade della Divina e dello scrittore s’incrociarono quando quest’ultimo, votato anche alla regia, decise di realizzare una versione cinematografica della Medea di Euripide. I suoi produttori, Franco Rossellini e Marina Cicogna, speravano di coinvolgere nel progetto proprio la soprano, che però, prima di accettare, volle vedere il precedente film di PPP, Teorema. Alcuni sostengono che ne fosse rimasta colpita, altri che se ne fosse andata a metà della proiezione; in ogni caso, alla fine decise di prendere parte al nuovo film.
Maria era reduce dalla burrascosa relazione con l’armatore Aristotele Onassis, che le aveva preferito Jacqueline Kennedy, la vedova del presidente americano ucciso nel 1963. «Nove anni di sacrifici inutili»; così la cantante aveva definito quella love story, che tanto l’aveva fatta soffrire. Anche Pasolini aveva i suoi grattacapi dal punto di vista sentimentale, che rispondevano al nome dell’attore Ninetto Davoli. Tra i due, in qualche modo, scattò il colpo di fulmine. A pochi giorni dall’inizio delle riprese, la Callas di confidò con l’autrice Dacia Maraini, rivelandole: «Scelgo sempre uomini che non vanno bene per me, ma sento che Pier Paolo è quello giusto. Che ne dici?».
Maria Callas e Pier Paolo Pasolini: un amore impossibile

Nonostante la dichiarata omosessualità di Pasolini, il rapporto sembrò decollare. I due passavano lunghe ore insieme a passeggiare, raccontandosi all’altro e scambiandosi effusioni appassionate, che illusero Maria di poter “cambiare” la natura del suo amato, idea che la portò a seguirlo ovunque, in giro per il mondo. Maraini commenterà, anni dopo: «In Mali, facevamo i casting tra le capanne, non era comodo, ma Maria era innamorata di Pier Paolo e si illudeva di convertirlo all’eterosessualità. Sul palco era un drago, ma nella vita era una bambina di un’ingenuità sconfinata».
I paparazzi, ad un certo punto, sorpresero la coppia mentre si scambiava un bacio in aeroporto, scatenando il gossip. Anche il cast di Medea, oltretutto, iniziò a pensare che tra loro potesse funzionare. Piera Degli Esposti, che recitava nell’opera, raccontò a Sette: «Avevo la particina di un’ancella, priva di battute, ma Pasolini mi faceva fare la controfigura di Maria: non voleva che lei si stancasse troppo. Anche lui la amava. Ricordo la dolcezza con cui esclamava: “Sei splendida, Maria”. Li ho sorpresi che si baciavano, abbracciati, nella sala costumi. La madre di Pier Paolo, Susanna, voleva che si fidanzassero. Quando giravamo a Grado o a Pisa, la signora Pasolini arrivava tutti i sabati e faceva lunghe chiacchierate con Maria, che era di splendido umore, era allegra, e a tavola rideva, coi bigodini in testa, perché era innamorata. Un giorno, si incendiò un capanno sulla spiaggia, c’eravamo tutti e anche la Callas, Pier Paolo arrivò correndo e urlando “Maria”. Per lui, noi altri potevamo anche essere morti, gli interessava solo Maria».
L’equivoco dell’anello
Ad alimentare le speranze di Maria, fu l’anello donatole da Pier Paolo dopo l’ultimo ciak. Si trattava di una veretta riccamente decorata e sormontata da un’antica corniola di Aquileia; un regalo prezioso, che la cantante scambiò per una vera e propria dichiarazione, preludio a una proposta di matrimonio che, però, non arrivò mai. In molti, però, credettero al possibile matrimonio; tra questi il poeta Andrea Zanzotto, che scrisse a Pasolini i versi: «Non si deve sposarsi / né con uomo / né con donna / né con creatura sovrumana / né con scimmia brasiliana / etc etc etc / dice il mio Nino Mura».
Con queste premesse, i due trascorsero insieme l’estate successiva, quella del 1970, alloggiando nell’isola di Tragonisi, nell’Egeo, appartenente al miliardario greco Perry Emiricos, amico intimo di Maria. In quei mesi, lui le dedicò innumerevoli ritratti e dieci poesie, colme di sentimento. La notizia delle nozze di Davoli con una fanciulla scosse gli equilibri; se, da una parte, lei fu felicissima di veder sparire dalla circolazione il suo “rivale” in amore, lui piombò in una profonda disperazione.
Il lungo addio tra Maria Callas e Pasolini
Maria, infine, capì che Pasolini non avrebbe mai potuto rinnegare se stesso e il suo orientamento sessuale, e si risvegliò da quel sogno illusorio. Scrisse al suo amante: «Sono infelice per te, ma contenta che ti sei confidato in me. Caro amico, sono infelice che non posso essere vicina in questi momenti difficili per te come lo sei stato tu spesso con me. Tu sai bene, in fondo, che sarebbe andata così. Ti ricordi a Grado, in macchina, si parlava con Ninetto di amore e che so io e dentro in me le mie antenne, tu dici, me lo dicevano quando Ninetto diceva che non si innamorerebbe mai. Sapevo che diceva delle cose che era troppo giovane per capire. E tu, in fondo, uomo tanto intelligente lo dovevi sapere. Invece ti attaccavi anche tu a un sogno fatto da te solo perché è così, anche se ti addoloro con questa predicuccia piccola…».
La loro storia finì così com’era iniziata, e i due si persero di vista, presi dai rispettivi impegni lavorativi. Quando, la notte del 2 novembre 1975, un “ragazzo di vita” uccise PPP all’Idroscalo di Ostia, lei pianse a lungo, sconvolta dall’accaduto. Solo due anni più tardi, nel 1977, anch’ella morì, e il suo corpo venne rinvenuto privo di vita nella sua abitazione parigina. Aveva cinquantatré anni, proprio come Pier Paolo, l’ultimo uomo da lei amato.
Federica Checchia
Seguici su Google News





