Quando si pensa ad ABEditore la prima cosa a cui si pensa è una: qualità. Una Casa Editrice dove la cura dei dettagli e l’intersezione fra estetica, passato e letteratura dona al lettore non un libro da leggere ma un’esperienza sensoriale.
ABEditore, la Casa Editrice che connette estetica e passato

”Non si giudica un libro dalla copertina”: un’affermazione che spesso si dice e in alcuni casi è anche corretta, tuttavia non si può non ammettere che, nel mondo dei libri, la prima cosa che colpisce un potenziale lettore è l’estetica di un volume. Non solo la copertina ma la cura dei dettagli, la carta, la rilegatura, il contenuto all’interno, la grafica e l’illustrazione. In un mondo sempre più social, popolato da account bookstagram e booktok, il libro diventa oggetto d’arte da fotografare e mostrare ma anche un’esperienza tattile da godersi: sentire sotto le dita un certo tipo di carta pregiata da accarezzare, sfogliando con i polpastrelli racconti inediti di grandi autori, immergendosi in storie perturbanti e gotiche o ammirando le preziose illustrazioni che il volume contiene.
Questo ABEditore lo sa bene; la Casa Editrice ha dato nuova linfa al panorama editoriale intersecando abilmente l’estetica del libro, che diventa oggetto d’arte da esporre, a storie del passato poco note e mai tradotte in italiano di grandi autori classici. Il catalogo, così come è oggi, nasce nel 2015 quando Antonella Castello, direttrice editoriale di ABEditore, e l’attuale direttore creativo Lorenzo Incarbone entrano nel direttivo a fianco dell’editore Alessandro Baldacchini da cui deriva il nome della stessa Casa Editrice. Attraverso le nuove proposte editoriali e il nuovo catalogo l’idea preponderante è quella della valorizzazione del dettaglio; il bello e la cura dei particolari si accostano, con eccellenza, ai contenuti di qualità che la Casa Editrice propone: traduzioni professionali, grafiche di alto livello curate con dovizia nei minimi particolari, l’utilizzo di una carta ricercata e storie affascinanti che incantano il pubblico di lettori.
Un ponte perturbante fra passato e futuro
Leggere un libro pubblicato da ABEditore è un’esperienza sensoriale in cui ogni senso rimane coinvolto. Quello che colpisce, a primo impatto, è l’alto livello dei materiali. Ma un secondo sguardo più vigile rivelerà l’attenzione che ABEditore rivolge alla ricerca editoriale, così come alla selezione; un’evidenza che balza all’occhio del bibliofilo più attento, così come allo sguardo del profano che si accosta a leggere Follettiana, Grimorio, Sepolcro, Eclissi, Spettriana, Selve Oscure, Felis Incubi, Abissi. Capolavori contenuti nella collana Ombre e Creature (2020), dove il filo narrativo sono i racconti tematici incentrati su un determinato tipo di creature del fantastico, horror e gotico. Il volume più noto della collana è Draculea, dedicato ai vampiri, ma anche le altre pubblicazioni hanno avuto molta fortuna.
Ogni collana pubblicata ha la sua peculiarità: Piccoli Mondi (2015) – da cui tutto parte – tratta di piccoli volumi in formato tascabile contenenti uno o più racconti, per esempio Il Fanciullino di Giovanni Pascoli o L’altra metà delle fiabe a cura di A. Castello. Piccoli Mondi Plus, invece, è la collana in cui i inseriscono raccolte di racconti più cospicue o romanzi. Il gotico, l’inquietante e l’atmosfera vittoriana fanno da sfondo al filo conduttore letterario di questa collana. Fra i titoli: Il glicine rampicante di Charlotte Perkins Gilman, Appunti dall’ignoto di Arthur Conan Doyle, Il Gioiello dalle Sette Stelle di Bram Stoker e molti altri.
ABEditore, atmosfere vittoriane e vintage: le collane
Un altro progetto editoriale molto interessante è L’Imbustatorie, perfetto per chi ama le atmosfere letterarie gotiche e vittoriane. La collana sembra ispirarsi molto ai noti penny dreadful o penny horrible, un tipo di pubblicazione diffusa nel Regno Unito intorno al XIX secolo. Si trattava di narrazioni horror a puntate che hanno altresì contribuito alla diffusione del genere gotico letterario, in qualche modo. Oltretutto, nonostante il costo delle opere fosse basso ( da qui il nome penny dreadful, ”spaventati da un penny”) e il mediocre valore narrativo attribuito a questi ”racconti a puntate” considerati grossolani, il genere penny dreadful ha influenzato diversi autori, fra cui Sir J. M. Barrie e Robert Louis Stevenson.
ABEditore attraverso la collana L’Imbustatorie – a cui appartiene anche Arcani, serie ispirata alle carte dei tarocchi – ripropone le atmosfere vintage e antiche di quel periodo; si tratta di storie contenute in una busta, quattro fogli A4 curati nel dettaglio: l’attenzione grafica e la cura per la carta fa di questo interessante progetto editoriale un pregiata collana letteraria da avere e collezionare. Le bustine tematiche – nel 2018 arriva una nuova collezione con sei buste – hanno tutte, appunto, un tema: La magia, Il doppio, Il sogno, L’incubo, Animali funesti e Piante infami.
A seguire Piccole Guide Tascabili: volumi in veste rétro contenti raccolte di racconti appartenenti a scrittori vissuti fra l’800 e il ‘900 associati a un tema particolare. Fra i titoli, per citarne alcuni, Piccola Guida Tascabile ai Mestieri Sconsigliabili in Letteratura, contenenti i racconti di A. Bierce, A. C. Doyle, A.V. de l’Isle-Adam, C. Dickens, F. Kafka, J.S. Le Fanu, R.L. Stevenson, T. Gautier. O, ancora, Piccola Guida Tascabile alla Gastronomia non convenzionale in Letteratura ovvero vicende sinistre riguardanti il mondo della gastronomia scritte da grandi autori come A. Čechov, M. Twain e molti altri. Ne Il Cartavolante confluiscono, invece, la bellezza dell’illustrazione corredata da testi e citazioni su una carta leggera e impalpabile che richiama, rigorosamente, uno stile d’altri tempi.
Il libro come oggetto d’arte e la letteratura sui social
Lo scrittore Lewis Carroll in Alice nel Paese delle Meraviglie fa affermare alla sua protagonista:
”Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, — e a che serve un libro, pensò Alice, — senza dialoghi né figure”.
Lewis Carroll – Alice nel Paese delle meraviglie (1865)
Nell’epoca del digitale e dell’immediatezza è sempre più difficile porre attenzione al dettaglio e il mercato editoriale diventa, ogni giorno, sempre più competitivo. La maestria di ABEditore non è stata solo intuire quanto potesse essere importante la cura estetica di un oggetto che, oltre a leggerlo, può anche essere considerato da esposizione; e nemmeno la brillante intuizione di proporre narrazioni non banali e inesplorate. La destrezza della Casa Editrice, oltre tutte le altre precedentemente elencante, è stata anche la padronanza e la professionalità di ABEditore nell’utilizzo dei social per promuovere il loro lavoro. Il loro profilo Ufficiale Instagram (@abeditore) accoglie l’utente che entra in questo spazio virtuale – dove anche solo attraverso le foto si percepiscono qualità e cura – con una frase divertente ma indicativa, tratto distintivo della Casa Editrice:
”Pubblichiamo libri, ma solo di chi è morto da almeno un secolo”.
Profilo Instragram Ufficiale di ABEditore (@abeditore)
L’intersezione fra letteratura ed estetica attraverso il libro fisico, le magnifiche illustrazioni proposte, insieme ai volumi la cui minuziosa cura traspare già dallo schermo, sono le peculiarità di una Casa Editrice sempre più amata dai lettori e che si distingue sempre di più. E attraverso i social, il cui impatto visivo risulta sempre più rilevante, l’alta qualità arriva all’utente e al potenziale lettore. In un’epoca in cui il digitale pervade le esistenze, ABEditore diventa un modello che scardina questa convinzione; innovazione e tradizione proseguono allo stesso andamento e rivelano una preziosa realtà: il libro fisico è ancora attrattivo per il lettore moderno se presentato come un oggetto stimolante capace di produrre attraverso la lettura un’esperienza sensoriale.
Foto in copertina: Copertina ”Grimorio”, nella collana ”Ombre e Creature” – Foto da ABEditore.com
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