Nel corso di un’intervista per il giornale svedese Dagens Nyheter, Björk ha detto la sua riguardo alla musica contemporanea e, in particolare, al delicato equilibrio tra dischi, concerti e profitto nell’era del digitale. «Credo di essere molto fortunata perché non devo più guadagnare dai tour, che è invece la cosa che i musicisti più giovani si trovano costretti a fare», ha dichiarato la cantautrice islandese, «Da questo punto di vista, Spotify è sicuramente la cosa peggiore che sia mai capitata ai musicisti. La cultura della streaming ha modificato la società e una generazione intera di artisti».
Attualmente, l’artista è al lavoro su un nuovo album, ma non ha fretta di pubblicarlo: «Visto il ritmo con cui lavoro, prima di morire probabilmente farò uscire al massimo altri cinque dischi».
Björk e il suo nuovo progetto green

Nonostante la sua resistenza, in qualche modo lo streaming incide anche sulla carriera di Björk. A partire dalla scorsa notte, infatti, è disponibile su Apple Music Cornucopia, un’esibizione registrata a Lisbona e proposta come «uno spettacolo di animazione digitale unico nel suo genere, con sipari in movimento e immagini VR del XXI secolo che vengono trasportate in un teatro del XIX secolo».
Per la cantante si tratta di uno spettacolo che invita l’ascoltatore ad andare oltre la protesta fine a se stessa, e ad impegnarsi concretamente per risolvere i problemi che affliggono il nostro pianeta, in primis la crisi climatica e il raggiungimento di una politca green e di salvaguardia dell’ecosistema. Björk è ottimista a riguardo, e ha affermato: «Possiamo ancora scegliere. Possiamo ancora creare un nuovo accordo di Parigi sul clima e questa volta onorarlo».
A Paper Magazine, infine, ha ribadito: «Bisogna avere il coraggio di immaginare un futuro e viverlo, essere quel futuro. Di ispirare il proprio lavoro a livello locale, nella propria comunità o in qualsiasi modo si pensi di poter fare la differenza. È importante. È come se ti fossi semplicemente arreso; il nichilismo, l’autocommiserazione… Sembra quasi che arrendersi sia diventato qualcosa di cool. Io non penso che arrendersi sia cool».
Federica Checchia
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