I capelli sono, da sempre, uno dei nostri principali biglietti da visita per il mondo. Attraverso le acconciature che scegliamo, o l’attenzione che mettiamo nel curare la chioma, chi ci osserva riesce a carpire qualcosa dei nostri gusti e, per estensione, della nostra personalità. Inoltre, storicamente, una capigliatura ben tenuta era (e in qualche modo, è ancora) simbolo di benessere e ricchezza, indicatore sociale del ceto di appartenenza.

Anche le donne raffigurate nei dipinti del passato, naturalmente, erano vestite e pettinate secondo i costumi dell’epoca. Attraverso la Storia dell’Arte, dunque, possiamo osservare l’evolversi delle mode e delle scelte estetiche in voga in questo o in quel secolo.

Capelli e Storia dell’Arte: domine e dame

Capelli
La Venere di Botticelli

Nell’arte classica, le donne sono spesso raffigurate con i capelli raccolti, come usanza voleva. Osservando le anfore e i mosaici giunti fino ai nostri giorni, infatti, notiamo come i loro riccioli siano tenuti a bada da fasce, nastri e fermagli. Trecce e acconciature erano un modo per rendere noto il proprio status e mostrare un certo tipo di rigore morale.

Discorso simile va fatto per le Madonne rinascimentali e per le grandi dame, spesso dipinte con la capigliatura parzialmente coperta da un velo, in segno di candore. C’erano, naturalmente, delle importanti eccezioni; le donne di Sandro Botticelli, ad esempio, vantano quasi sempre delle folte e lunghe chiome rossastre o dorate, lasciate sciolte e libere o raccolte solo in parte. Come non pensare alla sua Venere, che si serve proprio dei capelli per nascondere le nudità, in un gesto al tempo stesso pudico e ammiccante?

Anche la Gioconda, col suo sorrisetto beffardo, nasconde un segreto di bellezza. L’analisi ai Raggi X, infatti, ha svelato come la Monna Lisa sfoggiasse in origine uno chignon basso, poi modificato in favore di un’acconciatura più naturale. Quelle ciocche che le ricadono sulle spalle, dunque, altro non sono che una piccola, grande rivoluzione, che strizza l’occhio-e di sguardi ammiccanti lei ne sa qualcosa- a una femminilità più diretta.

Le donne dei Preraffaeliti, peccatrici dalle chiome ramate

Tutt’altra storia, quella delle donne nate dalla pennellata dei Preraffaeliti, in particolare Dante Gabriel Rossetti. La sua amata Elizabeth Siddal, moglie e musa dell’artista, aveva dei caratteristici capelli rossi che, anziché essere camuffati, sono a tutti gli effetti il punto focale di ogni opera del marito. Le sue chiome infuocate, lunghissime e selvagge, prestate ai personaggi letterari e mitologici raffigurati dal pittore, donano a ogni eroina un carattere di sensualità e seduzione estremamente marcato.

La donna-angelo cede il passo a una creatura carnale e concreta, che sfida con lo sguardo l’osservatore o volge le spalle, indomita e conturbante. Una passionalità resa evidente dalle sfumature ramate, vibranti di vita ed emancipazione; dopotutto, la strada per la libertà femminile passa anche attraverso i capelli.

Federica Checchia

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