Il tribunale di sorveglianza ha confermato la revoca degli arresti domiciliari e la detenzione in carcere per l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, che era stato incarcerato lo scorso 31 dicembre. Alemanno deve scontare una pena di 1 anno e 10 mesi per finanziamento illecito e traffico di influenze illecite, a cui era stato condannato nel 2022 nell’inchiesta nota come “Mafia Capitale

Nessuno spiraglio per nessuna alternativa. Il Tribunale di Sorveglianza ha infatti depositato nella mattinata di oggi, martedì 28 gennaio – un’ordinanza con cui viene revocato in via definitiva l’affidamento in prova ai servizi sociali che gli era stato concesso. La decisione arriva a seguito delle violazioni commesse dall’ex primo cittadino, che, secondo i giudici, sono meritevoli della detenzione.

Inizialmente, Alemanno aveva ottenuto la possibilità di scontare la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali, un percorso che avrebbe dovuto consentirgli di mantenere la libertà lavorando per la collettività. Tuttavia, la revoca di questa misura è arrivata a causa della contestazione di ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dal Tribunale, che hanno portato alla definitiva decisione di trasferirlo in carcere.

Nelle settimane precedenti al suo nuovo arresto, la magistratura aveva respinto la richiesta della difesa di Alemanno di evitare la detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza aveva infatti ritenuto insufficienti le giustificazioni fornite dall’ex sindaco, evidenziando come le sue condotte non fossero compatibili con il regime di affidamento in prova.