La Corte d’Appello di Roma – Sezione Persona, Famiglia, Minorenni e Protezione Internazionale -, sospende il giudizio di convalida dei trattenimenti dei 43 migranti portati, venerdì scorso, in Albania. “Al lavoro per superare anche questo ostacolo”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. I migranti, rimasti nel centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, provenienti da Bangladesh ed Egitto, avevano fatto domanda di asilo e le udienze di convalida sono terminate poco fa. Il rientro in Italia è in programma già nella giornata di sabato (sei dei 43 migranti arrivati in Albania – tra loro 4 minori – erano già stati ricondotti indietro nei giorni scorsi).
La scelta dell’esecutivo di trasferire la competenza in materia di trattenimenti alla Corte d’Appello non partorisce quindi alcuna svolta e certifica invece un problema giuridico. Secondo il punto saliente delle 25 pagine di sentenza, “il giudizio va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia europea” in merito alla questione dei Paesi di provenienza “sicuri“ (o meno). E “poiché per effetto della sospensione è impossibile osservare il termine di quarantotto ore previsto per la convalida” del trattenimento in Albania, “deve necessariamente essere disposta la liberazione del trattenuto”. La presunta “manifesta infondatezza” delle 43 domande di protezione finisce quindi, per ora, in un vicolo cieco. Altri 6 migranti dei 49 prelevati la scorsa settimana a Lampedusa erano già stati rispediti in Italia nelle ore precedenti: tre bangladesi per motivi sanitari, un ivoriano vittima di tratta e due gambiani perché minori.
Un nuovo smacco all’accordo sottoscritto tra Roma e Tirana e probabilmente un nuovo fronte di scontro con i magistrati per l’esecutivo. I precedenti trasferimenti di migranti in Albania organizzati dal governo – ad ottobre e a novembre scorsi – erano stati vanificati dalle decisioni dei magistrati della sezione immigrazione del tribunale di Roma, che non aveva convalidato i trattenimenti disposti dalla questura della Capitale.
Il centro trattenimenti di Gjader, con una previsione di costo – comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – pari a “670 milioni per 5 anni”, a oltre tre mesi dall’inaugurazione resta così plasticamente vuoto con decine di agenti e ausiliari a guardia del nulla.





