Quando, nel 2019, Achille Lauro è salito sul palco dell’Ariston con la rivoluzionaria Rolls Royce, ha di sicuro lasciato il segno, e lo stesso è accaduto in tutte le sue incursioni sanremesi. Questo Festival, però, sarà molto diverso, e a giurarlo è lui stesso. Stamattina, nel corso di una conferenza stampa di preparazione a Sanremo 2025, ormai alle porte, il cantautore romano ha raccontato alla stampa le proprie sensazioni riguardanti il suo ritorno sul palcoscenico più ambito d’Italia. Achille, al secolo Lauro De Marinis, è entusiasta all’idea essere di nuovo in gara, e ancor di più di poter rendere di dominio pubblico il progetto musicale che lo ha tenuto impegnato negli ultimi anni, anticipato dal fortunato singolo Amore Disperato.
«Non pubblico album dal 2022», esordisce di fronte ai giornalisti, «e in tutto questo tempo sono stato alla ricerca di nuove ispirazioni, di sonorità adatte a me. Ho viaggiato molto all’estero, e sento di aver trovato la mia identità artistica. Sono cresciuto con il grande cantautorato italiano, e credo proprio che la mia nuova musica viri verso questo. Il nuovo disco è retrò, ricorda quelle canzoni che ascoltavamo andando al mare con i nostri genitori».
Achille Lauro in conferenza stampa: Incoscienti Giovani e Sanremo 2025

Lauro è molto fiero del singolo in gara al Festival: «Ho iniziato a scrivere i primi accordi e il testo d’Incoscienti Giovani un paio di anni fa. Parla di me e del mio vissuto personale, ma anche di tutti quei giovani nati ai bordi del raccordo anulare. È la storia di una bambina che ha più di una chiave di lettura, ed è questo il bello. Questa bambina non si sente amata, e fa di tutto per essere diversa da chi l’ha cresciuta; è una canzone che merita un grande palco, e sono felice di poter portarla a Sanremo».
Dati i precedenti, i più si aspettano forti trasgressioni e scelte visive d’impatto da parte sua. Quest’anno, però, l’approccio alla competizione canora sarà diverso: «Anche le altre volte, checché se ne dica, sono sempre stato me stesso, ma stavolta arriverò in una veste diversa, che ora mi rappresenta di più. A me non interessa stupire, ma voglio stupire me stesso».
Anche il look, come sempre, giocherà un ruolo molto importante. A firmare i suoi outfit, la prossima settimana, saranno Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con cui il cantante ha collaborato personalmente: «Ho avuto la fortuna di poter lavorare fianco a fianco con loro due. Li ringrazio per aver creato un progetto di alto profilo, nonostante la sua semplicità. In fondo, fare cose semplici è più difficile che esagerare». Il lato festaiolo di Achille Lauro, però, avrà modo di sfogarsi grazie a uno spazio da lui creato proprio nella Città dei Fiori nel quale, per tutto il corso della manifestazione, ospiterà musicisti emergenti e dove, di sera, «ci si potrà sbronzare tutti insieme».
L’omaggio alla sua Roma in duetto con Elodie
Nel corso della serata dedicata alle cover, Achille duetterà con Elodie sulle note di A mano a mano, brano di Riccardo Cocciante e riadattato da Rino Gaetano, e Folle città di Loredana Bertè. Un omaggio a Roma, città che li ha visti crescere, nel bene e nel male: «Volevo duettare da tempo con Elodie, perché io e lei siamo molto simili. Abbiamo una storia di vita quasi comune, e anche lei dà tutta se stessa nell’interpretazione. Ha quel dramma interiore che è proprio romano, molto poetico».
«Io ho proposto A mano a mano», spiega Achille, «perché fa parte dei miei ricordi. Sono cresciuto a Montesacro, dove ogni anno si organizza una commemorazione per Rino Gaetano, quindi è un tributo molto importante. La nostra sarà una versione ibrida, a metà tra l’arrangiamento di Cocciante e l’interpretazione di Rino». Elodie, invece, ha scelto Folle città: «Mi è piaciuta subito come idea, anche perché non è una canzone scontata. Racconta l’amore viscerale per Roma, e l’impossibilità di allontanarsi da essa».
Achille Lauro in conferenza stampa rimbalza le domande su Chiara Ferragni
Alla domanda sul presunto flirt con Chiara Ferragni, svelato da Fabrizio Corona, Achille risponde con decisione, mettendo a tacere le voci, almeno per il momento. «Preferisco lasciare il gossip a chi ha soltanto questo per vivere. Per fortuna io vivo ancora in un mondo fatto di sogni e progetti, e mi concentro su di essi». Poi, una stoccata al re dei paparazzi: «Si parla tanto di violenza sulle donne, giustamente. Secondo me questo modo di fare non è tanto diverso».
Meglio, per lui, parlare delle sue numerose iniziative sociali e benefiche: «Seguo tanti progetti per supportare giovani e adulti in difficoltà, è una cosa s cui mi sono sempre dedicato. Mia madre ha fatto per anni volontariato, per anni ho vissuto in casa con bambini e ragazzi che non erano miei fratelli, ma che lei aiutava come se lo fossero. Ora che sono così fortunato, mi sento di dare indietro qualcosa.».
Il passaggio dalla trasgressione alla maturità, artistica e personale
Come ribadisce più volte nel corso dell’incontro, Lauro sente di aver raggiunto una nuova maturità, sia per quanto riguarda la sua vita, che il lavoro. Non che prima, almeno a detta sua, fosse poi così trasgressivo, lontano dal palcoscenico. «Quel battesimo a Sanremo mi ha rovinato la carriera», scherza, «ma in fondo le cose per cui mi hanno accusato, come l’aver usato una certa iconografia cristiana, sono già viste e riviste. L’ha fatto Madonna, il fotografo David LaChapelle e tanti altri».
Per Achille, l’importante è avere qualcosa da raccontare, e farlo arrivare a chi ascolta: «Nei miei brani si sente ciò che ho vissuto. Non credo di essere un grande interprete, ma voglio raccontarmi, anche in modo scomodo. 16 marzo, ad esempio, è una canzone che fa venire il “magone”; smuove qualcosa dentro. Anche incoscienti giovani sarà così: sul palcoscenico ci saremo solo l’occhio di bue, io e il brano.».
«Quello che mi dispiace, piuttosto», chiosa Lauro, «è vedere come i miei progetti, a volte, non vengano compresi. Io non chiamo la mia musica Arte, lo trovo presuntuoso. Io sono un artigiano, entro in studio con il foglio bianco. Faccio un lavoro di pensiero, ma quando il pensiero non viene colto vado avanti lo stesso. So fallire con grande entusiasmo!».
Achille Lauro in conferenza stampa: la seconda data al Circo Massimo e i progetti futuri
Il 2025 sarà, per Achille Lauro, un anno pieno d’impegni e soddisfazioni. Il primo luglio, infatti, raddoppierà la data del 29 giugno al Circo Massimo, andata velocemente sold out. Un grande onore per lui, che però guarda già oltre: «La maledizione della mia vita è che con la testa sto sempre quattro anni avanti. Sono sempre insoddisfatto e in cerca della prossima sfida, ma il Circo Massimo sarà un grande traguardo. Le canzoni del nuovo album sono proprio da cantare tutti insieme, quindi è il posto giusto. Quel concerto è l’inizio di un progetto che proseguirà nei palazzetti e che, spero, un giorno approderà anche negli stadi. Poi, magari, punteremo al mercato internazionale.».
Nel frattempo, Achille si dice più che pronto a tornare a vestire i panni di giudice e coach a X Factor Italia, un’esperienza più che positiva. «È stato meraviglioso», racconta, «anche perché in tanti hanno conosciuto un lato di me, più umano, che tenevo nascosto. Inoltre, c’è stata una grande affinità con gli altri giudici e con Giorgia, come si è visto, e questo è stato un elemento vincente. Le persone sono stanche di guardare programmi in cui si litiga a tutti i costi, è stato bello mostrare altro.».
Prima di allora, però, c’è Sanremo. I bookmaker lo danno tra i favoriti, ma lui non dà peso a questo: «Sanremo ha questa magia, dà spazio a tutti. Alla fine, il piazzamento in classifica non conta. Del 2020, in fondo, ci ricordiamo o no del delirio creato da “quell’Achille Lauro?”. L’importante è arrivare al pubblico. Canzoni come Rolls Royce ormai fanno parte dell’immaginario collettivo. La mettono ai compleanni delle nonne o dei diciottenni, o in macchina quando si vuole cantare da soli a squarciagola, o alle feste. Ormai non è neanche più mia, è diventata di tutti.».
Federica Checchia
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