L’esistenza terrena di Rino Gaetano si schiantò contro un camion il 2 giugno 1981. La sua stella aveva brillato dal ’78 con il suo memorabile e dissacrante successo Gianna che fece irruzione sul palco di Sanremo e travolgendo il cantautore, che amava definirsi un autore prima che un cantante, o meglio un poeta, con tutte le caratteristiche di colui che stravolge una tradizione e produce nuove forme. Questa fu l’essenza che l’attore Claudio Santamaria colse per far proprio Rino Gaetano che interpretò nella fiction Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu:

“Era un poeta prima di ogni altra cosa, e un giullare, un dissacratore che sapeva sdrammatizzare ma senza essere superficiale”

Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano nacque a Crotone il 29 ottobre 1950, ma si trasferì a Roma con i suoi genitori nel 1960. L’anno successivo lo mandarono a studiare al Seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni in provincia di Terni. Fu proprio qua che la sua cultura si arricchì e la sua penna cominciò a prendere forma. Tornò a vivere a Roma nel 1967 nel quartiere di Montesacro e nel 1968 creò un gruppo musicale con i suoi amici i Krounks.

Rino Gaetano, gli anni del teatro e del Folkstudio

Comincia ad avvicinarsi al Teatro e al Folkstudio nel 1969. Qui conosce Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ernesto Bassignano ne sottolineò la differenza:

“Adottava uno stile atipico, buffonesco, ma non faceva cabaret. Dissacrava continuamente il pop e, per tutti questi motivi, risultava improponibile per il pubblico del Folkstudio.”

Tra il 1970 e il 1971 Marcello Casco organizzò degli spettacoli ai quali Rino Gaetano prese parte. Lesse dei poemi di Majakovskij, interpretò Estragone in Aspettando Godot, il ruolo della Volpe in Pinocchio di Carmelo Bene.

Gli anni 70

Si iscrive alla Siae nel 1972, conosce Vincenzo Micocci proprietario della casa discografica It. Incide un 45 giri con la casa discografica milanese Produttori Associati con Jacqueline e la Ballata di Renzo che non fu mai pubblicata, ma fu molto profetica. Il 1973 è l’anno di I Love you Marianne, prodotto da RosVeMon (Aurelio Rossitto, Antonello Venditti, Piero Montanari). Firmò con lo pseudonimo di Kammamuri’s in omaggio al romanzo di Salgari, I pirati della Malesia.

Ingresso libero, il suo primo album viene pubblicato nel 1974. Il disco però non ebbe successo. Il successo arrivò nel 1975 con il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu che riuscì a vendere 100.000 copie. Cominciano i concerti dal vivo nei quali fa da apripista da Venditti. Nel 1976 uscirono sia il 45 giri Berta filava e l’album Mio fratello è figlio unico, il cui tema portante era l’emarginazione. Un’accurata ricerca storica caratterizza invece Aida che riprende l’Aida di Verdi e sintetizza le donne d’Italia.

A Sanremo con Gianna

La sua casa discografica RCA lo spinse a partecipare a Sanremo. Lui voleva portare Nun te reggae più, ma i discografici la ritenevano troppo irriverente per Sanremo, poichè faceva un lungo elenco di nomi noti dell’epoca, legati al mondo della politica e dello spettacolo. Così portò Gianna più disimpegnata, commerciale e orecchiabile. Per la prima volta a Sanremo si utilizzò la parola “sesso”. Fu invece esilarante e dissacrante la performance di Rino Gaetano.

Indossava una tuba nera che gli era stata regalata da Renato Zero, un frac attillato, papillon bianco, maglietta a righe bianche e rosse e scarpe da ginnastica. Sul bavero del frac portava molte medagliette, che durante l’esibizione consegnò in parte al direttore d’orchestra e in parte lanciò al pubblico. Suonava un ukulele. Sul coro finale entrarono i Pandemonium. Rino Gaetano si classificò terzo.

Rino Gaetano non era solo “Gianna”

Fu inoltre conduttore di un programma radiofonico dal titolo Canzone d’autore, nel quale dava spazio ad autori e musicisti emergenti. Sigla del programma era il brano E cantava le canzoni, tratto dall’omonimo album nel quale era contenuta anche la tanto discussa Nun te reggae più, canzone alle quale Gaetano era molto legato. Nella serata di Discomare ’78 svoltasi ad agosto nei Templi di Selinunte, Rino Gaetano avrebbe dovuto cantare Nun te reggae più, ma la Rai provò ad impedirglielo, così Gaetano per protesta lasciò la manifestazione.

In un’altra occasione venne invitato ad Acquario, un programma televisivo condotto da Maurizio Costanzo. Ospite della puntata era Susanna Agnelli ed entrambi erano due dei personaggi citati nella canzone Nuntereggae più, eseguita poi dal cantautore nel corso del programma. Susanna Agnelli apprezzò la canzone, mentre Costanzo presentò come un:

«Autore di canzoncine ironiche, scherzose e scanzonate, che, vista la sua passione di fare elenchi, si dedicherà presto a mettere in musica forse le Pagine Gialle».

 A Madrid Rino Gaetano incise la versione spagnola del 45 giri Nuntereggae più. Il titolo era Corta el rollo ya (Dagli un taglio) e il cantante riadattò il testo inserendo personaggi spagnoli della politica, dello spettacolo e dello sport come Carrillo, Del Bosque, Susanna Estrada e Pirri.

Gli album successivi

Rino Gaetano si reca a Stromboli per cercare ispirazione e realizza l’album Resta vile maschio dove vai?, nel quale collabora con Mogol. Inoltre inserisce delle sonorità latino-americane, ma il disco non ebbe successo. Inoltre Rino Gaetano si rese protagonista di un gesto teatrale di protesta molto significativo al Discoestate a Rieti. Poichè non accettava il fatto che i cantanti dovessero cantare in playback, per prostesta lasciò andare la canzone e si accese una sigaretta.

Il suo sesto e ultimo album è del 1980, il titolo è Io ci sto. Le canzoni hanno un tono più serio, Gaetano sperimenta il rock, si respira un maggiore impegno civile. Il cantautore è soddisfatto, ma non ottiene un adeguato numero di vendite. Nel 1981 organizza una nuova tourneè presentata da Shel Shapiro in cui si esibisce con Riccardo Cocciante ed esegue un brano scritto da quest’ultimo, A mano a mano. Risultato della tournèe è un album live dal titolo Q Concert.

Ultime apparizioni prima della tragedia

Verso la fine di maggio del 1981 fece qualche apparizione televisiva e incise un singolo con Anna Oxa, Il leone e la gallina, scritto da Lucio Battisti. Il 2 maggio 1981 dopo una serata trascorsa nei locali, Rino Gaetano stava percorrendo via Nomentana e all’altezza di Via Carlo Fea si ritrova sulla corsia opposta e si schianta contro un camion che sopraggiungeva. Fu una corsa nei vari ospedali che non avevano posto: prima il Policlinico Umberto I, ma ne’ San Giovanni, ne’ CTO, ne’ San Camillo e San Filippo Neri avevano posti disponibili. Alla fine fu ricoverato al Gemelli dove morì.

La Ballata di Renzo scritta molti anni prima fu una canzone per certi versi profetica:

«La strada era buia, s’andò al S. Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario, si pregò tutti i santi ma s’andò al S. Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero.»

Rino Gaetano la sua originalità e la sua attualità

Tra i temi trattati nelle canzoni di Rino Gaetano troviamo gli emigranti che dal Sud vanno a lavorare al Nord, gli emarginati non intesi nel senso tradizionale. Per Rino Gaetano l’emarginato può anche essere una persona normale, pertanto siamo tutti “figli unici”, come emerge dal suo album Mio fratello è figlio unico, che ispirò l’omonimo film di Daniele Lucchetti con un bravissimo Elio Germano.

Rino Gaetano rifiutò di mostrare lo schieramento politico, rifiutò ogni tipo di etichetta, scelse il punto di vista “dell’uomo del bar” poichè voleva creare momenti di evasione e di riflessione proposti con leggerezza. In una delle ultime interviste con Enzo Siciliano, afferma che mancava in quel momento un erede di Petrolini e di Totò che rispecchiavano a pieno lo spirito dell’italiano. Si distacca quindi dalla canzone impegnata e politicamente schierata dell’epoca. Gli strumenti appresi con il teatro dell’assurdo e con Carmelo Bene gli saranno utili per modellare le sue performance e renderle uniche e lievi.

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