Quella di Karla Sofía Gascón avrebbe potuto essere una splendida fiaba, con un più che probabile happy ending, corredato di un’altrettanto probabile statuetta dorata. Le ultime settimane, invece, si sono rivelate un incubo, alimentate da un passo falso dietro l’altro. Partiamo, però, dall’inizio: Emilia Pérez, dramedy musicale diretto da Jacques Audiard, ha ricevuto ben tredici candidature agli Academy Awards, diventando il il film non in lingua inglese con più nomination di sempre agli Oscar, superando le dieci de La tigre e il dragone e di Roma. Tra queste, spicca quella di Gascón, prima attrice dichiaratamente trans ad essere in lizza per l’Oscar come Miglior attrice protagonista.
Il 30 gennaio, però, la corsa al premio più ambito ha subito una grave battuta d’arresto. Sono infatti riemersi sul profilo X della giornalista Sarah Hagi alcuni vecchi tweet dell’attrice, dal contenuto fortemente razzista e offensivo. I post, in seguito eliminati dall’account, si estendono in un lungo lasso di tempo. Nel 2016 Karla Sofia scriveva cose come «L’Islam sta diventando la culla d’infezione per l’intera umanità, dobbiamo curarla il più in fretta possibile» o «Quante volte ancora nel corso della Storia dovremo espellere i Mori dalla Spagna… Non abbiamo ancora capito la minaccia che pongono alla nostra civiltà, dato che attaccano la libertà e i diritti degli individui. Non si tratta di razzismo, è l’Islam».
A finire nel mirino, sono anche dei tweet risalenti al 2023, riguardanti l’assassinio di George Floyd: «Penso che George Floyd interessasse davvero a poche persone: era un furfante dipendente dalle droghe. Ma la sua morte è servita per dimostrare ancora una volta che ci sono delle persone che trattano i neri come scimmie prive di diritti, e che credono che i poliziotti siano degli assassini. Entrambe hanno torto».
Karla Sofía Gascón e le dichiarazioni contro Fernanda Torres

I primi problemi, a dire il vero, erano iniziati il 21 gennaio, quando Gascón aveva accusato il team PR di Fernanda Torres, anch’ella candidata all’Oscar per Io sono ancora qui, di aver orchestrato una campagna mediatica volta a screditarla. «Non mi piacciono i team che lavorano sui social e che cercano di screditare il nostro lavoro», aveva affermato, «intendo il mio e quello del film in cui recito, perché è proprio inutile. Non c’è bisogno di fare a pezzi il lavoro di altri per esaltare il proprio. Io, finora, non ho detto nulla di male su Fernanda Torres, né sul suo film. Nonostante questo, ci sono persone che lavorano con Fernanda Torres che stanno screditando me ed Emilia Pérez. Questo la dice lunga sul loro film, e non su di me».
Queste frasi le erano quasi costate la squalifica, poiché non è permesso ai nominati esprimersi in modo negativo rispetto agli altri concorrenti. In un’intervista a Variety, l’interprete aveva fatto marcia indietro, spegnendo la polemica: «Sono una grande fan di Fernanda Torres, e conoscerla nei mesi scorsi è stato meraviglioso. I miei ultimi commenti si riferivano al discorso violento e tossico che si crea sui social, e che purtroppo continuo a vedere nei miei confronti. Fernanda è un’alleata stupenda. Tutte le persone direttamente associate a lei sono state di supporto e generose».
I tweet incriminati e la replica dell’attrice
Dopo l’affondo di Hagi, Karla Sofía Gascón ha provato a scusarsi: «La conversazione che si è creata attorno ai miei vecchi post sui social media ha causato del dolore, è giusto riconoscerlo. Come membro di una comunità marginalizzata, conosco questo male perfino troppo bene, e mi scuso sentitamente con tutti coloro a cui ho causato dolore. Ho combattuto per un mondo migliore tutta la vita. Credo che la luce trionferà sempre sull’oscurità».
Anche dopo la condivisione dei post da parte di Hagi, l’attrice ha dichiarato in un messaggio di scuse ufficiali: «La conversazione che si è creata attorno ai miei vecchi post sui social media ha causato del dolore, è giusto riconoscerlo. Come membro di una comunità marginalizzata, conosco questo male perfino troppo bene, e mi scuso sentitamente con tutti coloro a cui ho causato dolore. Ho combattuto per un mondo migliore tutta la vita. Credo che la luce trionferà sempre sull’oscurità».
Ha poi rivolto delle accuse a chi ha portato all’attenzione pubblica le sue passate esternazioni: «Riconosco tra le lacrime che hanno già vinto. Sono riusciti nel loro obiettivo, macchiare la mia esistenza con bugie e cose tirate fuori dal contesto. Chiunque mi conosca sa che non sono razzista, né nessuna delle cose per cui sono stata giudicata e condannata senza giudizio e senza la possibilità di spiegare le mie vere intenzioni. Ho sempre lottato per una società più giusta e per un mondo di libertà, pace e amore. Non appoggerò mai le guerre, l’estremismo religioso o l’oppressione delle etnie e dei popoli. Hanno costruito post per far sembrare che insultassi le mie stesse compagne, cose che ho scritto per glorificare le hanno trasformate in critiche, battute interpretate come se fossero realtà, parole che senza il contesto sembrano solo d’odio. Tutto perché non vinca nulla e affondi.».
Le lacrime di Karla Sofía Gascón e le reazioni del cast di Emilia Pérez
Nel corso di una successiva intervista alla CNN, l’attrice ha spiegato in lacrime: «Non sono razzista. Non posso rinunciare a una nomination perché ciò che deve essere valutato è il mio lavoro di attrice. E non posso rinunciarci anche perché non ho commesso alcun reato né ho fatto del male a nessuno, non sono razzista, non sono niente di ciò che questa gente ha cercato di far credere che io sia». Nel frattempo, sono emersi altri suoi post, stavolta indirizzati a Selena Gomez, sua co-star in Emilia Pérez. Nei messaggi, l’ex stellina Disney veniva apostrofata come «una riccona opportunista che si atteggia a povera stronza ogni volta che può e non smetterà mai di infastidire il suo ex ragazzo e sua moglie», in riferimento a Justin e Hailey Bieber.
Gomez non ha ancora replicato a queste parole. A dire la sua, invece, è stata l’altra protagonista della pellicola, Zoe Saldaña, che ha confessato: «Sto ancora riflettendo su tutto quello che è successo negli ultimi giorni. Mi rende molto triste perché non lo condivido, e non ho alcuna tolleranza verso alcun tipo di retorica negativa indirizzata a qualsivoglia gruppo di persone. Io posso parlare solo per l’esperienza che abbiamo avuto, che ho avuto con ogni singolo individuo che è stato parte di questo film. Le mie interazioni con loro sono sempre state improntate all’incisività, alla collaborazione e all’uguaglianza razziale, culturale, e di genere».
L’affondo di Jacques Audiard e la decisione dell’attrice
Ad aggravare la posizione dell’artista, le parole del regista di Emilia Pérez, Jacques Audiard, che ha definito i suoi tweet «inscusabili» e «ripugnanti», aggiungendo: «Non le ho parlato e non voglio farlo. Ha un atteggiamento autodistruttivo nel quale non posso interferire, e non capisco davvero perché continui così. Perché si sta facendo del male? Perché? Non lo capisco, e quello che non capisco è perché sta facendo del male a persone che le erano molto vicine. Penso a quanto sta ferendo gli altri, a quanto sta facendo male alla troupe e a tutte le persone che hanno lavorato così duramente a questo film. Penso a me stesso, penso a Zoe e Selena. Non la contatterò perché in questo momento ha bisogno di spazio per riflettere e assumersi la responsabilità delle sue azioni».
L’affondo di Audiard, insieme alla scelta di Netflix, che ha prodotto il lungometraggio, di escluderla dalle campagne promozionali, hanno portato Karla Sofía a fare un definitivo passo indietro. Ieri sera, attraverso il suo profilo Instagram, l’attrice ha comunicato che non parteciperà alle prossime cerimonie di premiazione, Oscar inclusi. «Dopo l’intervista di Jacques», ha scritto, «ho capito, e ho deciso, per il film, per Jacques, per il cast, per l’incredibile troupe che se lo merita, per la bellissima avventura che abbiamo vissuto tutti insieme, di lasciare che il lavoro parli da solo, sperando che il mio silenzio permetta che il film venga apprezzato per quello che è, una bellissima ode all’amore e alla differenza. Mi scuso sinceramente con tutti coloro che sono stati feriti lungo il percorso».
Si conclude così una vicenda in cui gli errori sono stati diversi, e da parte di molte delle persone coinvolte. I tweet dell’attrice sono indubbiamente molto gravi, ma anche la scelta della casa di produzione di “scaricarla” senza mezzi termini e le parole tranchant di Audiard (a sua volta criticato ampiamente per la sua visione stereotipata della comunità latina) destano qualche perplessità. Non sappiamo se il 3 marzo Karla Sofía Gascón vincerà o meno l’Academy Award, ma di certo tutta questa storia lascia l’amaro in bocca.
Federica Checchia
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