Un portavoce di Hamas ha dichiarato che il prossimo rilascio di ostaggi è destinato a slittare a data da definirsi dopo la violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Israele. L’organizzazione ha però specificato che “la porta resta aperta allo scambio di sabato”.

Posticipare il rilascio dei prigionieri è un messaggio di avvertimento all’occupante“, ha affermato Hamas in una nota. La decisione è stata annunciata cinque giorni prima “per dare ai mediatori sufficienti opportunità di fare pressione sull’occupante affinché adempia ai propri obblighi”, secondo l’organizzazione islamista.

La tregua e il patto siglato tra le parti hanno sinora portato alla liberazione di decine di ostaggi catturati nell’attacco del 7 ottobre 2023, in cambio di quasi duemila prigionieri palestinesi.

Israele e Hamas hanno effettuato cinque scambi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il mese scorso. Il prossimo era previsto per sabato 15 febbraio, con il rilascio di tre ostaggi israeliani in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi.

Abu Obeida, portavoce dell’ala militare di Hamas, le Brigate Al-Qassam, lunedì ha accusato Israele di aver sistematicamente violato l’accordo di cessate il fuoco nelle ultime tre settimane, sparando sui palestinesi, ostacolando il ritorno degli sfollati e l’ingresso dei camion umanitari nella Striscia.

La risposta di Israele all’annuncio di Hamas sugli ostaggi

L’annuncio di Hamas di voler rimandare la liberazione degli ostaggi israeliani prevista per sabato costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco: lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Katz ha anche ordinato lo stato di massima allerta per le forze armate israeliane nella Striscia di Gaza.

Israele fa sapere di prepararsi alla possibilità di “qualsiasi scenario” nella Striscia di Gaza. Il ministro della Difesa ha reso noto di aver “dato disposizioni alle forze israeliane (Idf) affinché si preparino al livello massimo di allerta per qualsiasi possibile scenario a Gaza e per proteggere le comunità israeliane a ridosso del confine con l’enclave palestinese”, ha riportato il Times of Israel.

“Non torneremo alla realtà del 7 ottobre”, ha aggiunto Katz in riferimento all’attacco di due anni fa in Israele che ha portato all’avvio di operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia di Gaza. Oggi Hamas ha motivato il suo annuncio con l’accusa a Israele di violare i termini dell’accordo per una tregua e Katz ha bollato la decisione del gruppo come una “violazione totale del cessate il fuoco”.