Shablo è pronto al debutto con il grande pubblico al Festival di Sanremo. Lo storico dj e producer hip-hop salirà per la prima volta sul palco dell’Ariston con il brano «La mia parola». Shablo, all’anagrafe Pablo Miguel Lombroni Capalbo, è nato nel 1980 a Buenos Aires. Lì la sua famiglia materna è emigrata da Senise, in provincia di Potenza. L’artista si cimenta con il rap durante l’adolescenza a Perugia, e poco più tardi scopre la vocazione da dj-producer: nel 1999 produce il primo album solista di Inoki. Nel 2013, di nuovo in Italia, fonda insieme a Marracash l’etichetta discografica Roccia Music e insieme scrivono l’album «Genesi».
I dischi di successo a cui ha lavorato lo hanno reso un producer ricercatissimo: nel 2016, in un locale milanese, scopre un giovane Rkomi e decide di produrgli l’ep Dasein Sollen. L’anno dopo è fra i produttori dell’album di Irama che contiene le hit «5 Gocce» e «Ovunque sarai», canzone classificatasi quarta al Festival di Sanremo 2022. A sorpresa, è stata annunciata la sua partecipazione a Sanremo 2025 insieme a Gué, Joshua, giovane artista soul, e Tormento, storica voce dell’hip-hop italiano. Sul palco dell’Ariston porteranno il brano «La mia parola», pezzo dalle sonorità soul con contaminazioni gospel. Nella serata della cover, invece, il terzetto canterà con Neffa il brano «Aspettando il sole» e «Amor de mi vida», celebre canzone dei Sottotono.
Tra gli altri artisti con cui ha a che fare il dj ci sono Salmo, Izi, Fabri Fibra, Clementino, Rkomi e Guè. Dal vivo, Capalbo si è esibito con i Justice, i Duran Duran e con lo Wu-Tang Clan. Il secondo album da solista, Mate y espiritu, arriva nel 2016 e due anni dopo fonda con Charlie Charles e Sfera Ebbasta la fortunata label BillionHeadz Music Group.
La partecipazione a Sanremo di Shablo con Guè, Joshua e Tormento
Shablo si presenta a Sanremo con La mia parola, “un nuovo progetto che punta alle origini del genere urban e alle ispirazioni di trent’anni fa, tra campionamenti e storia della musica rap”.
“Da adolescente andavo a studiare la musica degli anni Sessanta e Settanta, mentre oggi la ricerca si è persa” – ha spiegato all’Ansa. “Oggi in tanti si accontentano di seguire l’onda del momento. Serve, invece, cercare il passato e questa voglia di scoprire sta tornando. Anche il pubblico va aiutato ad avere un’attenzione diversa a certi suoni soul, gospel o blues”. La sua partecipazione arriva dopo il singolo dell’estate 2024, Hope, (featuring Izi e Joshua) e l’esperienza della Notte della Taranta, dove ha vestito i panni di maestro concertatore. In più, il producer è la firma dell’unico remix ufficiale di Tu Te Vas di Manu Chao.





