In un’intervista a Il foglio, uscita oggi, Marina Berlusconi ha commentato le nuove politiche di Donald Trump, per poi parlare anche di big tech e guerra in Ucraina. La presidente Fininvest ha dichiarato: «Spero davvero che il Paese che è sempre stato il principale garante dell’Occidente non abbia ora un presidente che ambisce a diventare lui il rottamatore dell’Occidente stesso, demolendo così tutto quello che l’America è stata negli ultimi ottant’anni».
Ha poi affermato: «Non si può ignorare che molti dei primi interventi di Trump hanno sì portato qualche vantaggio immediato agli Stati Uniti. Alla lunga, però, la sua strategia di mettere gli altri Paesi continuamente sotto pressione si trasformerà in una forza centrifuga sempre più violenta, capace di separare e dividere la comunità occidentale».
Marina Berlusconi e la situazione in Ucraina

Per quanto riguarda il conflitto tra Russia e Ucraina, l’imprenditrice è contraria a un accordo al ribasso Trump-Putin: «Per porre fine a questo terribile conflitto, sarà inevitabile un compromesso, ma sono assolutamente convinta che la fine della guerra non debba coincidere con la resa di Kiev e la vittoria di Mosca. All’Ucraina spettano le garanzie necessarie per la sua sicurezza e la sua indipendenza. Se fosse una pace fatta sulla pelle di Kiev e dell’Europa non credo si potrebbe considerare un bene».
L’erede di Silvio Berlusconi non risparmia critiche neanche ai leader delle Big Tech, che «sono riusciti a imporre nella nostra vita di tutti i giorni la dittatura dell’algoritmo», e parla di «un problema di concorrenza sleale grande come una casa». Durante l’intervista, inoltre, ribadisce le sue posizioni in merito a temi già trattati in passato, come il suicidio assistito. Per lei, porre fine alla propria esistenza con dignità, in caso di malattie incurabili, è un diritto inequivocabile. È, inoltre, a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, anche se si è detta contraria alla maternità surrogata.
Federica Checchia
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