Il presidente russo ottiene il suo quinto mandato e nel discorso della vittoria lancia vari messaggi. “Saremo più forti” ha detto Putin ringraziando il popolo russo per la fiducia e avvertendo ancora gli avversari e la Nato. A sorpresa, parole anche su Alexei Navalny
Vladimir Putin ha celebrato il quinto mandato alla presidenza della Federazione Russa e la “totale fiducia” ricevuta dagli elettori, un prevedibile quasi 90 di preferenze, con un discorso al quartier generale della sua campagna elettorale nella serata di domenica.
“Nessuno ci intimidirà o ci schiaccerà” ha detto Putin promettendo che il Paese diventerà più forte: “Il risultato delle elezioni dimostra che la Russia è una grande famiglia”.
Il presidente ha fatto riferimento non soltanto all’Ucraina e agli alleati occidentali, ma anche all’opposizione interna.
Ci sono stati diversi casi di annullamento della scheda elettorale in protesta contro il regime e l’iniziativa dentro e fuori la Russia di presentarsi alle urne per il “Mezzogiorno contro Putin” rilanciata da Yulia Navalnaya sembra avere avuto un certo seguito, nonostanza una settantina di arresti.
Putin vince le elezioni, ringrazia i soldati e avverte la Nato

Nel suo discorso della vittoria ai sostenitori, Putin ha rivolto “parole speciali di gratitudine ai soldati” che combattono in Ucraina da oltre due anni: “Svolgono il compito più importante che è quello di proteggere il nostro popolo”.
Messaggio diretto anche a chi vuole sfidare la Russia: “Non importa quanto abbiano cercato di spaventarci, di sopprimere la nostra volontà, la nostra coscienza, nessuno ci è mai riuscito nella storia. Hanno fallito ora e falliranno in futuro“.
Un conflitto con la Nato porterebbe “a un passo dalla terza guerra mondiale”, ha avvertito ancora una volta il presidente russo.
Elezioni russe: affluenza alta, preferenze ridotte per gli altri candidati
Putin sarà in carica per altri sei anni, dopo i 24 trascorsi al comando. Il leader del Cremlino ha ottenuto l’87,3**per cento delle preferenz**e (gli scrutini non sono ancora completi), con gli altri tre candidati ridotti come si poteva immaginare a dei figuranti.
Nikolai Kharitonov dei comunisti si è fermato al 4,3 per cento, quello di Gente Nuova, Vladislav Davankov, al 3,8 per cento e quello del Partito liberaldemocratico Leonid Slutsky al 3,2 per cento.
I dati ufficiali stimano un’affluenza alle urne di oltre il 73 per cento, in crescita rispetto a sei anni fa, grazie anche all’introduzione del voto elettronico.
Alessia Spensierato





