Il reunion tour degli Oasis si avvicina sempre di più e, nonostante le polemiche e gli incidenti di percorso, si conferma uno degli eventi più attesi dell’anno, se non del decennio. Dopo quindici anni di discussioni a distanza e commenti al vetriolo, i fatti, Liam e Noel Gallagher sembrano intenzionati a seppellire davvero l’ascia di guerra, come dimostra il loro recente incontro, avvenuto in un hotel di Londra.
I due fratelli di Manchester avrebbero passato del tempo insieme in una stanza del Nobu Hotel di Portman Square per discutere i dettagli dell’imminente tournée. Erano presenti al meeting anche Lennon e Gene, i figli di Liam, che avrebbero giocato un ruolo molto importante nella riappacificazione tra i due e la conseguente serie di concerti. Con loro c’era anche Paul “Bonehead” Arthurs, secondo chitarrista della band, che quest’estate dovrebbe tornare sul palco insieme ai suoi amici.
Oasis: un tour a prova di litigio

Lennon, che ha ottimi rapporti anche con Anais, la figlia di Noel, aveva profeticamente dichiarato: «Ho la sensazione che mio padre voglia tornare con la band. È più facile parlare dopo un paio di pinte». Diversa la posizione di mamma Peggy che, ormai provata dalle mille liti dei fratelli coltelli, sta cercando di tenersi fuori dalla faccenda. Noel ha raccontato: «Se ne frega del ritorno degli Oasis. Quando glielo abbiamo detto ha risposto: è una buona cosa. Non gliene è mai fregato niente di nulla».
Non resta dunque che attendere il 4 luglio, quando il gruppo si esibirà a Cardiff. Le buone intenzioni ci sono tutte, ma evidentemente gli organizzatori, conoscendoli, hanno pensato che avere qualche garanzia in più sia meglio. A Liam e Noel, infatti, è stata imposta una “clausola anti-litigio” nel contratto: riceveranno lauti compensi per la serie di live che li porterà in giro per il mondo, ma solo al termine di ogni performance. D’altronde, con loro, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Federica Checchia
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