Lucia Simeone, detta Luciana, storica assistente e capa dell’ufficio dell’europarlamentare di Forza Italia, Fulvio Martusciello è stata arrestata. Da quanto si apprende, la donna è stata portata dalla Polizia di Stato nel carcere di Secondigliano con l’accusa di associazione a delinquerericiclaggio e corruzione.

Ma i quotidiani belgi Le Soir e Knack, proprio il giorno prima della vicenda Simeone, avevano scritto come l’ex eurodeputato di Azione Giuseppe Ferrandino (eletto nel Pd alle Europee del 2019 e poi transitato nel partito di Calenda) e l’attuale capodelegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello, erano finiti sotto la lente della Procura europea (Eppo) per presunte irregolarità nelle loro note spesa. Come spiegato dall’Ansa, l’indagine era partita più di un anno fa: la polizia belga ha monitorato i due politici su richiesta dei magistrati europei. Sono sospettati di aver falsificato le firme relative sulle presenze in aula per ottenere indebitamente l’indennità giornaliera di 350 euro.

Secondo l’Eppo, i due si sarebbero firmati a vicenda la partecipazione ai lavori parlamentari, anche quando solo uno dei due era effettivamente presente, così da incassare il massimo dei rimborsi. Sarebbero stati beccati dopo la segnalazione di un funzionario incaricato di registrare le presenze.

Lucia Simeone è stata accompagnata nel carcere napoletano di Secondigliano e comparirà davanti al giudice Corinna Forte della Corte d’Appello di Napoli sabato mattina per l’interrogatorio di garanzia. Al momento non è ancora chiaro se l’inchiesta che ha portato al suo arresto possa essere collegata a quella sul presunto giro di corruzione che coinvolgerebbe lobbisti che operavano per il colosso cinese delle Huawei.