Samuele Bersani è finalmente tornato sul palco per recuperare le date del Samuele Bersani & Orchestra, annullato all’improvviso lo scorso novembre per problemi di salute. In scena al Teatro Arcimboldi di Milano, il cantautore romagnolo ha rivelato al pubblico le motivazioni dietro lo stop forzato: «Ho avuto un tumore ai polmoni, primo stadio. Sono stato operato. È stato uno dei periodi più grigi della mia vita. Primo stadio vuol dire che ci sono arrivati in tempo. Primo stadio vuol dire che per fortuna non ho dovuto fare né chemio né radio, però mi sono dovuto far togliere un un lobo, un pezzettino di polmone, che per il mio mestiere non è che sia proprio il massimo».

«La malattia è democratica, anche se non pensi mai che possa capitare a te.», ha poi continuato, parlando della malattia, «Ho ricevuto una quantità di appoggio di solidarietà e affetto enormi e vi devo una spiegazione. Come sapete sono uno molto riservato e se non fosse stata una cosa importante non avrei rinunciato. Mi è costato scrivere quel messaggio, ma è stato tanto il ritorno di amore che mi ha aiutato a superare quei momenti. Non posso non ringraziare tutti. Non ho fatto interviste con nessuno e ho voluto dirlo personalmente. Lo voglio dire perché la prevenzione è importante e magari serve a qualcuno».

Samuele Bersani parla dell’autotune a Sanremo

Samuele bersani
Samuele Bersani è tornato in scena dopo lo stop forzato dello scorso anno

Dopo il momento di condivisione e di profonda commozione, Samuele ha proseguito lo spettacolo. Nel corso della serata, però, si è lasciato andare a qualche considerazione in merito alla polemica sollevata di recente da Elio dopo Sanremo 2025: «Qui non usiamo l’autotune, né io né voi».

Dando implicitamente ragione al suo collega, ha affermato: «Va bene tutto, ma l’autotune a Sanremo no. So che posso sembrare polemico, ma un po’ lo sono. Io e quelli della mia generazione, Fabi, Silvestri, Consoli, abbiamo avuto la fortuna incredibile di poterci esprimere in quegli anni lì, in cui c’era la gavetta prima del disco. Sognavamo di fare questo mestiere da quando eravamo bambini. Oggi? Prima sei influencer. Poi provi a fare un pezzo con l’autotune e poi diventi cantante». Vai a dargli torto.

Federica Checchia

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