È successo all’aeroporto di Houston: un ricercatore francese è stato espulso dagli USA poiché, a seguito di un controllo sul suo telefono, sarebbero stati ritrovati messaggi di critica a Donald Trump in una chat con i suoi colleghi. In realtà, il diritto degli agenti di confine di controllare i contenuti di dispositivi elettronici era già stato oggetto di ricorso nel 2017 dall’American Civil Liberties Union contro il governo americano. La pratica sarebbe infatti “incostituzionale”. Tuttavia, la sentenza del giudice federale è stata poi rovesciata in appello nel 2021: attualmente si attende il pronunciamento della Corte Suprema.

Ricercatore francese espulso dagli USA per chat contro Trump

Philipe Baptiste, ministro dell’Istruzione superiore francese, si è detto sconcertato dalla situazione. “Questa misura arriva dalle autorità Usa perché il telefono del ricercatore conteneva scambi con colleghi ed amici in cui esprimeva le sue opinioni politiche sulle politiche dell’amministrazione Trump sulla ricerca scientifica”. Lo scienziato specializzato in ricerca spaziale ha subìto il fermo il 9 marzo durante un controllo casuale sul suo telefono e computer: lo riportano alcune fonti diplomatiche.

Nello stesso aeroporto gli agenti hanno trovato i messaggi che, a detta delle autorità americane, “mostravano odio verso Trump e potevano essere qualificati come terrorismo”. A questo punto l’accademico francese, secondo le autorità USA, era in possesso di “messaggi d’odio e complottisti”. Per questo l’Fbi avrebbe indagato, mentre lui il giorno dopo è tornato in Europa. Gli agenti gli hanno, inoltre, confiscato l’equipaggiamento elettronico.

Marianna Soru

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