Franco e Andrea Antonello sono padre e figlio, saranno ospiti di Domenica in per raccontare la loro storia e il significato della parola amore. Franco è un padre amorevole mentre Antonello è un ragazzo autistico di 28 anni che vive da solo, circondato da telecamere. La storia di Franco e Andrea è quella di due uomini che nel 2010 mollano tutto e partono in moto per alcuni mesi. Insieme hanno attraversato l’America, da Miami all’Amazzonia e dopo quel viaggio la loro vita è diventata un best seller mondiale: “Se ti abbraccio non aver paura”, che ha poi ispirato il film di Gabriele Salvatores: “Tutto il mio folle amore”.
Nel 2005 Franco Antonello ha fatto una scelta di vita molto importante, ha dedicato minor tempo alla sua attività imprenditoriale per fondare e dedicarsi a: “I Bambini delle Fate”: un’impresa sociale che si occupa di assicurare sostegno economico a progetti e percorsi di inclusione per ragazzi con autismo o altre disabilità. Franco ha poi scelto di dedicarsi a pieno al figlio e di iniziare a viaggiare con lui in moto in giro per il mondo, ma perché proprio in moto?
Perché Franco e Andrea Antonello viaggiano in moto? Qual è la loro ultima tappa?
Franco e Andrea Antonello hanno scelto di viaggiare in moto perché dopo un primo “viaggio casuale”, Franco ha scoperto che i viaggi in moto riuscivano a creare un forte canale di comunicazione tra lui e il figlio. La loro storia è spopolata in Italia e anche all’estero e i due recentemente hanno deciso di fare qualcosa di ancora più grande: un viaggio da nord a sud lungo la costa orientale dell’India.
Franco Antonello ha spiegato alla stampa perché lui e il figlio hanno scelto l’India come meta: “Il progetto di questo viaggio in India è stato pensato per sensibilizzare le persone sulle delicate tematiche che le famiglie con ragazzi autistici devono affrontare quotidianamente. L’India infatti è una terra dove l’amore prevale, dove attraverso gli occhi di chi incontri si comprende che basta poco per essere davvero felici e che la felicità si nasconde dentro di noi. In questa nuova esperienza, la vita, anche quella “autistica”, viene vista con altri occhi, con altra filosofia. Con una sensibilità intuitiva che aiuta a comprendere l’altro. Anche Andrea ha colto in pieno questo aspetto, raccontando con le sue parole che l’India è piena di persone calme con tutto il caos intorno“.





