Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, una donna eccezionale che ha dato un contributo fondamentale alla cultura nera e al femminismo. Il suo nome è Paulette Nardal e questa è la sua storia.

Paulette Nardal, la Negritude e la cultura nera

LetteralMente Donna è dedicata a Paulette Nardal, fonte afrofeminas.com
Paulette Nardal, fonte afrofeminas.com

Il semplice riconoscimento del fatto di essere neri, e l’accettazione di questo fatto, del nostro destino di neri, della nostra storia e della nostra cultura”. Con queste parole, come riportato da Enciclopedia delle donne, uno dei Les Trois Pères, dei tre fondatori, Aimé Césaire, definisce la Negritude, un movimento di riscoperta e accettazione dell’identità nera che fiorì in Francia negli anni 30′ di cui Paulette Nardal fu una spesso dimenticata ispiratrice. La Negritude fu un movimento d’intellettuali che rinnegò il colonialismo , il razzismo e l’eurocentrismo invocando una riscoperta della cultura africana negli anni della diaspora nera. Pauline Nardal era originaria della Martinica ma si era trasferita a Parigi diventando la prima studentessa nera a studiare a La Sarbona. Qui si laureò in letteratura inglese con una tesi sul romanzo “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe che si battè per l‘abolizionismo.

Dopo la laurea la Nardal inizia a lavorare come giornalista e a produrre diversi scritti sul colonialismo. È molto influenzata dalla Harlem Renaissance, un movimento intellettuale che propugnava la riscoperta dell’arte, della cultura, della moda e della musica nera, nato ad Harlem, celebre quartiere nero di New York. Nel 1929 fonda, assieme alle sorelle, il Salon de Clemart in cui si incontrano i più grandi intellettuali neri dell’epoca tra cui i fondatori della Negritude Aimé Césaire, Léon-Gontran Damas e Léopold Sédar Senghor che coniò il nome del movimento. Una corrente il cui grande contributo della Nardal fu quello di essere una pioniera della promozione dell’indentià e della cultura afrocarabica facendo da apripista per lo sviluppo del movimento.

Le riviste della Nardal e le questioni di genere

“Il nostro motto è e continuerà ad essere: Per la PACE, il LAVORO e la GIUSTIZIA
Per LIBERTÀ, UGUAGLIANZA e FRATELLANZA. Così, i duecento milioni di individui che costituiscono una razza negra, anche se sparsi tra le varie nazioni, formeranno al di sopra di queste una grande Fratellanza, antesignana della Democrazia universale.”
Questo testo è la base della rivista Revue Du Monde Noir creata da Paulette e Jane Nardal nel 1931 in Francia. Questo giornale uscito fino al 1932 aveva l’obiettivo di creare un legame fra gli intellettuali neri di tutto il mondo grazie alla pubblicazione di articoli fondamentali per la Negritude come “L’Éveil de la Conscience de Race”. Tra queste pagine Paulette Nardal non solo attacca il movimento accusandolo di privilegiare gli uomini e di trascurare le donne nere ma parla anche della condizione di queste ultime a suo dire discriminate due volte.

Sulla questione femminile afferma la Nardal che “Le donne di colore che vivevano sole nella metropoli, meno favorite fino all’Esposizione Coloniale rispetto alle loro controparti maschili di facile successo, sentivano molto prima di loro il bisogno di una solidarietà razziale che non sarebbe stata solo di ordine materiale; è così che si sono risvegliate alla coscienza razziale”. Nella successiva rivista femminista da lei fondata e intitolata La Femme dans la Cité continuerà ad affrontare la questione di genere come farà dopo essere tornata in Martinica a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Il ritorno in Martinica

Qui negli quaranta fonderà una nuova rivista intitolata Le Rassemblement féminin per cercare di convincere le donne della Martinica ad interessarsi del loro diritto di voto e delle questioni politiche. Nel 1946 fu nominata delegato Onu battendosi per preservare la cultura afrocaraibica e per l’istruzione delle donne nere, considerato un altro elemento essenziale per la lotta alla società patriarcale. Paulette Nardal morì a 88 anni nel 1985 senza mai avere un effettivo riconoscimento per le idee pioneristiche sulla coscienza nera francese nel movimento Negritude. La sua storia verrà riscoperta con il ritrovamento nella Senna di una sua statua in occasione delle Olimpiadi di Parigi del 2024.

Stefano Delle Cave

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