Migliaia di palestinesi sono fuggiti dalla città più meridionale di Gaza, Rafah, lunedì, in seguito ai nuovi ordini di evacuazione a tappeto dell’esercito israeliano, che potrebbe presto lanciare un’altra grande operazione di terra. Almeno 140.000 persone sono state colpite dall’ordine di evacuazione, secondo Philippe Lazzarini, capo dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite che aiuta i rifugiati palestinesi.

“Le persone sono trattate come palline da flipper con continui ordini militari che giocano con il loro destino e le loro vite”, ha scritto Lazzarini sulla piattaforma sociale X.

“Questo sta causando panico, ansia e incertezza nel primo giorno di Eid, un momento per stare con la famiglia e i propri cari”, ha aggiunto. L’Eid al-Fitr è normalmente una festività musulmana che segna la fine del mese di digiuno del Ramadan.

Lo scorso maggio, Israele ha lanciato una grande operazione a Rafah, al confine con l’Egitto, lasciando ampie zone in rovina. I militari si sono impadroniti di un corridoio strategico lungo il confine e del valico di Rafah con l’Egitto, l’unica porta di Gaza verso il mondo esterno non controllata da Israele. Israele avrebbe dovuto ritirarsi dal corridoio in base al cessate il fuoco firmato con Hamas a gennaio su pressione degli Stati Uniti, ma si è poi rifiutato di farlo, adducendo la necessità di impedire il contrabbando di armi.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, Israele ha proposto un nuovo accordo di cessate il fuoco ai mediatori in Egitto e Qatar. Secondo un alto funzionario israeliano, l’accordo prevede che Hamas rilasci 11 ostaggi vivi e 16 corpi in cambio di un numero imprecisato di prigionieri palestinesi.

Se l’accordo dovesse andare a buon fine, Israele sospenderà i combattimenti a Gaza per 40 giorni, subito dopo il rilascio degli 11 ostaggi, durante i quali si svolgeranno i negoziati per la fase successiva. Il funzionario ha detto che Hamas dovrà anche fornire informazioni su tutti i prigionieri rimanenti entro il quinto giorno di negoziati.

Il mese scorso Trump ha annunciato un piano per Gaza che prevede di trasferire l’intera popolazione e poi ricostruire l’enclave per trasformarla in un resort sul Mediterraneo. Successivamente ha ammorbidito la proposta, chiarendo che nessun palestinese verrà costretto a lasciare Gaza con la forza e negando che il suo piano equivalga a una pulizia etnica.

Le operazioni nella Striscia, intanto, proseguono. Il ministero della Sanità di Hamas ha riferito che sono 1.001 i morti dalla ripresa dei raid israeliani, il 18 marzo scorso. La struttura ha precisato che 80 persone sono rimaste uccise nelle ultime 48 ore, facendo salire a 50.357 morti il bilancio totale delle vittime dal 7 ottobre 2023