Bénédicte de Perthuis, la giudice che ha condannato Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici europei, è finita sotto scorta. Da giorni, infatti, i sostenitori della leader di estrema destra l’hanno presa di mira, ricoprendola di gravi insulti e minacce, anche di morte. Generalmente, almeno in Francia, questo tipo di attacchi sono piuttosto rari: nel Paese la magistratura viene trattata con rispetto ed è protetta da uno status di autorevolezza difficilmente intaccabile. La pubblicazione, da parte degli elettori del Rassemblement National, delle foto della togata e delle informazioni riguardo alla sua residenza, ha però scatenato una violenta ondata di odio nei suoi confronti.
Il partito, da parte sua, non si sta sbilanciato sulla questione. In via ufficiale ha condannato i comportamenti aggressivi contro la giudice «in ogni loro forma». Allo stesso tempo, però, continua a esortare i cittadini a «indignarsi perché dei giudici hanno deciso di eliminare dalla corsa la candidata del Rassemblement National». In difesa di de Perthuis sono invece intervenuti il presidente Emmanuel Macron e il ministro della Giustizia Gérard Darmanin.
Chi è Bénédicte de Perthuis, la giudice che ha condannato Marine Le Pen
A meno che Marine Le Pen non vinca il ricorso, la condanna all’ineleggibilità per cinque anni le impedirà di concorrere alle presidenziali del 2027. L’ex deputata ha definito il verdetto «decisione politica presa per impedire la mia candidatura». I suoi collaboratori hanno rincarato la dose, accusando Bénédicte de Perthuis di essere una «giudice rossa».
A “sostegno” di questa tesi ci sarebbe un’intervista rilasciata dalla donna nel 2020, nella quale spiegava di aver scelto la magistratura grazie all’ammirazione nutrita verso Eva Joly, ex giudice, poi diventata candidata ecologista alleata della sinistra. In realtà, non esiste alcuna prova di una sua vicinanza a uno schieramento politico; De Perthuis ha una formazione economica, ha lavorato per la società di consulenza Ernst & Young ed è specializzata in temi fiscali, tra i quali anche l’appropriazione indebita.
Federica Checchia
Seguici su Google News





