Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, una donna eccezionale che ha dato un grande contributo alla Resistenza Italiana. È stata recentemente ricordata da re Carlo, durante il suo discorso al Parlamento in Italia. Il suo nome è Paola Del Din e questa è la sua storia.
Paola Del Din, la Resistenza delle donne il ricordo di re Carlo

Quello tra Resistenza Italiana e donne è un connubio fondamentale. Quello delle 35 000 donne che parteciparono alla lotta di liberazione dal nazifascismo non fu solo un semplice contributo ma un vero e proprio atto di adesione ai valori di un movimento per il quale io loro apporto fu fondamentale ed inizialmente taciuto a vantaggio degli stereotipi maschili. Nonostante il grande sacrificio delle donne durante la Resistenza come fiancheggiatrici, staffette e partigiane solo poche di loro ricevettero una Medaglia d’oro al valor militare come riconoscimento della loro battaglia per la nostra libertà. Tra di esse c’è Paola Del Din, passata alla storia come la partigiana Renata e ricordata recentemente da re Carlo d’Inghilterra nel discorso al Parlamento italiano in occasione della sua visita in Italia con la regina Camilla.
“Ricordiamo l’eroismo della Resistenza, nell’esempio di Paola Del Din che, addestrata dallo Special Operations Executive (SOE britannico, ndr), si lanciò con il paracadute, per compiere la sua missione, a sostegno degli Alleati, ottant’anni fa, proprio oggi. So che, in questa giornata, penseremo tutti a Paola, che ora ha 101 anni, celebrando il suo coraggio”, ha detto, come riportato da Quotidiano del Piave, il sovrano inglese. Carlo ha anche ringraziato le “molte centinaia di coraggiosi civili italiani, che hanno dato rifugio ai soldati britannici e alleati, rischiando così la propria vita” in vista dell’ottantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale.
La storia della partigiana Renata
“Bellissima figura di partigiana seppe in ogni circostanza assolvere con rara capacità e virile ardimento i compiti affidatile, dimostrando sempre elevato spirito di sacrificio e sconfinata dedizione alla causa della libertà. Zona di operazione, settembre 1943-aprile 1945”. È quanto si legge nella motivazione con cui venne consegnata a Paola Del Din la Medaglia d’oro al valor militare Il 23 maggio 1960 dal generale comandante della Regione militare Nord-Est Lodovico Donati a Padova dinnanzi ai reparti militari d’onore. L’esperienza partigiana di questa che fu la prima paracadutista militare italiana cominciò al fianco del fratello Renato nella Brigata partigiana friulana di Osoppo di cui il fratello era uno dei fondatori. La vita della Del Din cambiò radicalmente dopo l’uccisione di Renato ed altri dodici partigiani durante l’assalto ad una caserma repubblichina tra il 24 e il 25 aprile 1944.
Fino ad allora la Del Din era stata soprattutto una staffetta ed un informatrice poi , in nome del fratello morto, decise di adottare il nome di battaglia di Renata e di svolgere un ruolo più attivo nella Resistenza. Venne infine scelta per portare preziosi documenti a Firenze ai comandi alleati. Mise a rischio la sua vita per oltrepassare le linee nemiche ma riuscì a portare a termine la missione. Poi si legge, nelle motivazione della sue Medaglia al valor militare, chiese “di frequentare un corso di paracadutisti. Dopo aver compiuto ben undici voli di guerra in circostanze fortunose, riusciva finalmente, unica donna in Italia, a lanciarsi col paracadute nel cielo del Friuli alla vigilia della liberazione”.
Quella caviglia rotta
Durante l’atterraggio la Del Din si ruppe una caviglia ma non si arrese. Pur zoppicando riuscì a consegnare, oltrepassando la linea del fronte, i preziosi documenti che trasportava con se tra i quali aveva la richiesta per una medaglia al valore per suo fratello. Anni dopo, come riporta il Corriere della Sera, ricordando quei giorni di coraggio e abnegazione Paola Del Din, che ama farsi chiamare patriota più che partigiana, ha detto: “ho fatto quello che ho fatto semplicemente perché andava fatto”.
Stefano Delle Cave
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