Tacito, fra i più grandi esponenti della storiografia nella letteratura latina, menziona le figura di Gesù negli Annales facendo riferimento a Cristo nel contesto della persecuzione dei cristiani ad opera di Nerone. Tuttavia, l’oratore e senatore romano non menziona esplicitamente la Passione ma descrive la morte del Cristo sotto Ponzio Pilato specificando che il Cristianesimo è una religione nata da Gesù.
Tacito, la figura di Gesù negli Annales

Scritta dopo le Historiae, Annales è un’opera storiografica il cui contenuto si rivolge ai fatti avvenuti nell’Impero Romano durante gli ultimi anni del principato di Augusto fino alla morte di Nerone. L’opera, purtroppo, è giunta in epoca moderna in maniera frammentaria in quanto mancano diversi frammenti di alcuni volumi, mentre i libri dal 7 al 10 sono andati completamente perduti. Gli Annales custodiscono una diretta testimonianza non cristiana sulla figura di Gesù; seppur Tacito non evochi esplicitamente la Passione di Cristo cita la sua figura come fondatrice della religione cristiana menzionando la condanna a morte di Gesù da parte di Ponzio Pilato. Lo storico non si concentra sui dettagli della morte di Cristo ma narra la persecuzione dei cristiani per opera di Nerone.
I paragrafi in cui si menziona la figura di Gesù negli Annales sono due, tuttavia il Cristo fa da sfondo a un argomento a cui Tacito – nell’intera opera – sembra dare più importanza: la persecuzione dei cristiani. Nel primo paragrafo lo storico scrive della presenza di alcuni cristiani a Roma al tempo dell’Imperatore Nerone cui, pare, per sfuggire alle accuse dell’incendio avvenuto nell’Urbe aveva provato a dar la colpa a quest’ultimi:
«Ergo abolendo rumori Nero subdidit reos et quaesitissimis poenis adfecit, quos per flagitia invisos vulgus Chrestianos appellabat.»
Tacito, Annales, XV, 44, 4
”Pertanto, stroncata la diceria, Nerone sottopose alle pene più esigenti i colpevoli, che il popolo, odiato per i loro crimini, chiamava cristiani”.
Il secondo paragrafo, che diviene testimonianza preziosa della figura di Gesù, non solo rivela la sua morte ma conferma anche quello che è pervenuto dai Vangeli: il perire del Cristo per mano di Ponzio Pilato. Tacito conferma, attraverso questo passo, che le fede cristiana si era diffusa in Giudea e a Roma proprio grazie a Gesù.
La diffusione della fede cristiana a Roma e in Giudea grazie al Cristo
Tacito riporta una testimonianza storica preziosissima: la fede cristiana nasce dal suo fondatore, Gesù Cristo. E la sua diffusione è citata proprio in un secondo passo degli Annales dove lo storico e oratore romano scrive:
«Auctor nominis eius Christus Tiberio imperitante per procuratorem Pontium Pilatum supplicio adfectus erat; repressaque in praesens exitiabilis superstitio rursum erumpebat, non modo per Iudaeam, originem eius mali, sed per urbem etiam, quo cuncta undique atrocia aut pudenda confluunt celebranturque.»
Tacito, Annales, XV, 44, 5
”Prendevano il nome da Cristo che fu giustiziato dal procuratore Ponzio Pilato durante il regno di Tiberio; e la superstizione distruttiva, repressa per il momento, scoppiò di nuovo, non solo in tutta la Giudea, origine del suo male, ma anche in tutta la città (Roma), dove convergono e vengono celebrate tutte le cose atroci e vergognose da ogni parte”.
Sembra molto probabile che l’uso del termine Cristo sia stato utilizzato da Tacito come appellativo, appunto, per riferirsi alla religione cristiana. Sono comunque diversi gli studiosi e gli storici che hanno avanzato ipotesi sulle informazioni riportate da Tacito sia riguardanti l’utilizzo dei termini , come per esempio la figura di Ponzio Pilato che nei Vangeli ricopre la carica di Prefetto mentre nello storico romano quella di Procuratore, sia riguardanti eventuali errori dello stesso dovuti a un riportare informazioni orali – probabilmente di fonte cristiana – senza eventuali verifiche.
Diversi studiosi hanno sostenuto l’autenticità del passo. Robert E. Van Voorst, teologo e biblista statunitense, professore ordinario di New Testament Studies presso il Western Theological Seminar a Holland, afferma:
”La maggioranza dei classicisti e degli studiosi della Bibbia concordano che in questo passaggio Tacito si sta riferendo a Gesù”.
Van Voorst R.E., Jesus Outside the New Testament: An Introduction to the Ancient Evidence, B. Eerdmans Publishing 2000, pp. 42-43
Passione di Gesù, non solo Tacito: Svetonio in Vita dei Cesari
Altre interessanti fonti storiche non cristiane sulla vita di Gesù provengono da Svetonio nell’opera Vita dei dodici Cesari. Come Tacito, anche lo storico e biografo romano dell’età imperiale parla dei Cristiani presenti a Roma in epoca antica, ai tempi del regno di Claudio, episodio confermato anche negli Atti degli Apostoli (18,2).
« Ludaeos, impulsore Chresto, assidue tumultuantes Roma expulit».
Svetonio, Vite dei Cesari
”Dato che i Giudei, istigati da Cresto, provocavano costantemente dei tumulti, [Claudio] li espulse da Roma”.
Chrestus risulta probabilmente in riferimento a Gesù, una distorsione di Christus dovuta a errori di scrittura considerando che la pronuncia dei due termini in greco antico era uguale: Chrestòs (buono, eccellente) e Christòs (unto, Messia) potevano, infatti, destare facilmente confusione. Il passo, comunque, risulta controverso da interpretare: Svetonio parla di Giudei e tumulti in un cristianesimo che era ancora agli albori. In seguito, lo storico fa poi riferimento ai cristiani anche in Vita di Nerone:
« Afflicti supliciis Christiani, genus hominum superstitionis novae ac maleficae ».
Vita Neronis XVI, 2
”Sottopose a supplizio i Cristiani, razza di uomini d’una superstizione nuova e malefica”.
In questo passo Svetonio racconta, in modo stringato, quello che Tacito narra con particolari più minuziosi negli Annales: Testimonianze storiche inestimabili sulla figura di Cristo e la nascita del Cristianesimo.
Foto in copertina: ”Gesù Cristo e il buon ladrone”, dipinto del pittore veneto Tiziano (1563), conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.
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